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Cantina allagata da mesi La colpa? Di nessuno

Cantina allagata da mesi La colpa? Di nessuno

Dalla fine di aprile un getto continuo di acqua dalla provenienza ignota Acque Spa dopo i controlli sostiene che non dipende dalle sue condutture

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SAN MINIATO. C’è un “mistero” nascosto sotto l’asfalto di via Maioli, a San Miniato. Un mistero di cui Ines Vannini, 92 anni, avrebbe fatto volentieri a meno. Per vederne gli effetti occorre scendere nella cantina dell’abitazione dove vive la donna, al civico 20, proprio al di sotto della strada: una delle tante cavità scavate nel terreno argilloso su cui poggiano le case del centro storico.

È qui che ogni giorno, ormai dalla fine di aprile, litri e litri d’acqua fuoriescono da sotto il pavimento. Un getto continuo, dal basso verso l’alto, a cui nessuno fino a questo momento è riuscito a dare una spiegazione, senza neanche sapere da dove provenga tutta quest’acqua. L’ipotesi più plausibile rimane quella di una perdita, anche se le indagini condotte da Acque Spa sulle condutture pubbliche hanno dato esito negativo.

Tanto che la signora Vannini, ormai, è costretta a tenere in cantina una piccola pompa, collegata a un tubo di gomma, capace di spingere l’acqua verso il terrazzo facendola defluire nella valle. Una situazione che certo non migliora le condizioni di un versante da sempre a forte rischio franoso: a pochi metri di distanza si osservano ancora gli effetti della spaventosa frana del 2013.

La signora Vannini mostra la fattura dell’idraulico che per primo intervenne in cantina. Data: 27 aprile 2015. Quel giorno furono i vicini ad allertare la donna, dopo aver trovato le rispettive cantine invase da alcuni centimetri d’acqua. «Andai ad aprire la porta della cantina – racconta – e trovai tutto allagato con più di un metro e mezzo d’acqua».

Una volta svuotata, si scoprì che la fuoriuscita avveniva dal basso, attraverso un pozzetto di scolo presente nel pavimento. Fino ad alcune settimane fa, nei momenti di maggiore pressione, la fuoriuscita dell’acqua creava uno zampillo che in alcuni casi è arrivato anche a toccare la volta della cavità. Adesso la situazione si è stabilizzata ma il pozzetto continua a riempirsi d’acqua: «Mettendoci la mano – riprende Vannini – sembra quasi che ci sia un rubinetto aperto».

Eppure, fino ad oggi, le indagini non hanno fornito alcuna spiegazione.

Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, oltre i tecnici di Acque Spe. «Abbiamo fatto ripetuti sopralluoghi – dicono dagli uffici di Acque Spa – sia cercando eventuali rotture sia analizzando alcuni campioni d’acqua. Tutti i dati, però, ci portano a ritenere che il problema non dipenda dall’acquedotto. In zona sono state individuate alcune piccole rotture che in realtà non avevano niente a che fare. Potrebbe trattarsi, piuttosto, di una rottura all’impianto privato di un’abitazione vicina».

Giacomo Pelfer

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