Il Tirreno

Pontedera

La sfida di Alessio Lari: non ci sono due Pd diversi

di Francesco Loi
La sfida di Alessio Lari: non ci sono due Pd diversi

Obiettivi e ostacoli per il nuovo segretario provinciale dei democratici

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PISA. Da poco più di una settimana Alessio Lari, 39enne sindaco di Buti, è il nuovo segretario provinciale del Partito democratico.

Lari, dica la verità: visti i votanti totali all’assemblea, si sente espressione di una parte o di tutto il partito?

«Assolutamente di tutto il partito: lo dimostra il fatto che oltre il 72% è espresso favorevolmente per affidarmi l’incarico. Sono un segretario nato da un percorso unitario e la segreteria che ho scelto è la sintesi più chiara di questo intento».

Nel suo bagaglio ci sono esperienze nell’associazionismo cattolico: come inizia la sua storia politica e il suo rapporto con la sinistra?

«Sono credente, ma mi rapporto alla politica e alla sfera pubblica laicamente. Il mio rapporto con la sinistra nasce nel Pd, la vera sintesi tra la tradizione progressista e cristiano-sociale italiana, così come il mio percorso politico, anch’esso nato con la creazione del Pd. Precedentemente avevo aderito al circolo della Margherita di Buti, ma senza esserne tesserato ed ho avuto esperienze nelle Acli».

E’ vero che non prende indennizzo per la sua carica?

«Vero. Il mio lavoro, come quello della mia segreteria, è esclusivamente a base di passione ed entusiasmo. Viviamo un momento in cui servono scelte anche piccole, ma inequivocabili, nella direzione della moralità e della sobrietà, per poter esprimere con forza che fare politica è una bella cosa, è un impegno per rendere migliori le nostre comunità e non per fini personali. Su questa la linea ho chiesto piena condivisione a tutta la segreteria».

In molti le chiedono un ruolo/atteggiamento più autonomo rispetto al sindaco del Comune di Pisa: che ne pensa?

«Tra il partito e il primo cittadino di Pisa, così come per tutti i sindaci sostenuti dal Pd e dal centrosinistra in provincia, c’è un normale legame di supporto. L’obiettivo di fondo è e deve restare quello di lavorare tutti insieme per il futuro della città e di tutta la provincia».

Che giudizio dà all’operato del sindaco Filippeschi?

«Sicuramente molto positivo. Molte cose sono state fatte, altre devono essere portate a termine nell’interesse della città che sta cambiando in meglio. Per questo servono serenità e stabilità».

Segretario cittadino di Pisa: tutto rinviato a settembre: è così difficile trovare una soluzione, come si dice?

«Facciamo passare agosto, poi con tranquillità avvieremo un percorso per una soluzione condivisa, come per il segretario provinciale. A volte per raggiungere una meta serve percorrere la strada più sicura che magari è quella meno rapida per arrivarci. Sul segretario cittadino è necessario trovare una sintesi tra le varie sensibilità che caratterizzano un grande partito plurale come il Pd. Il confronto è una cosa normale».

Tutto ciò riflette e anticipa la “battaglia” per il candidato sindaco di Pisa?

«Nessuna battaglia, ora stiamo soltanto parlando del segretario comunale di Pisa. Il candidato sindaco verrà individuato al momento opportuno, cioè nel 2018».

A chi parla di “assalto” renziano ad una roccaforte della sinistra Pd cosa replica?

«Nessun assalto, direi piuttosto che è prevalsa la volontà di tanti iscritti e militanti di dare una forte spinta per la crescita del Pd. Non ci sono due Pd diversi, ce n’è soltanto uno e la mia volontà è quella di farlo crescere in maniera unitaria. Abbiamo la grande responsabilità di essere partito di governo locale, oltre che nazionale: non dobbiamo e non possiamo permetterci di sprecare energie in dispute interne, che tra l’altro non contribuiscono a fornire quelle risposte rapide e urgenti che la politica ha il compito di dare ai cittadini».

Quali sono gli obiettivi?

«Quello principale è sostenere lo sviluppo del nostro territorio. Come Pd dobbiamo rilanciare il radicamento del partito, per essere più vicini alle istanze che si presentano, a partire da quelle dei cittadini e degli amministratori. La sfida è creare un nuovo entusiasmo tra iscritti e militanti, che sono le nostre fondamenta. Il nostro partito esprime la maggior parte degli amministratori, abbiamo il dovere e la responsabilità di sostenerli anche a fronte delle grandi difficoltà che attraversano i Comuni, trarre ispirazione dalla loro azione quotidiana, cioè quella di affrontare tutti i problemi della collettività come primo avamposto istituzionale e democratico nei confronti dei cittadini».

Lei è un sindaco, e il suo primo pensiero è andato ai sindaci...

«Mi rendo perfettamente conto cosa significhi dover fare i conti con i problemi che giornalmente si presentano e non c’è indicatore migliore di questo incarico. I sindaci in questa fase storica hanno un ruolo tanto delicato quanto fondamentale per la tenuta della società: la politica deve aprirsi e confrontarsi con le criticità e le opportunità utili per il rilancio del nostro Paese, a partire dai territori».

E poi c’è il ruolo della provincia rispetto alla costa...

«Pisa è punto di attrazione di un’area metropolitana che dalla provincia di Livorno arriva fino ai confini con la Liguria, passando per la lucchesia. E’ necessario unire le forze per dare risposte adeguate su infrastrutture ed economia. Parte del motore economico della Regione, per imprese, turismo e produzione, è raccolto in queste aree, ma il ruolo di Pisa non è solo nel rapporto con la Toscana costiera».

Ovvero?

«Pisa è un baricentro strategico tra la costa e la più grande area metropolitana della Toscana, quella compresa tra Pisa e Firenze: una linea di continuità urbanistica, produttiva ed infrastrutturale che attraversa la Valdera e il Valdarno pisano e fiorentino. Dobbiamo fare rete e condividere le qualità e le eccellenze che caratterizzano le nostre province».

Il lavoro è un’altra priorità, e Pisa non è immune alla crisi...

«Purtroppo no, anche se i tanti investimenti, in molti casi sviluppati proprio dagli rnti locali, hanno rinforzato la nostra provincia di fronte alla crisi. Ma ci sono situazioni molto critiche, come la Smith di Saline di Volterra, per le quali la sinergia tra partito, sindacati e istituzioni ha pagato. Sarà necessario continuare su questa strada. In ballo ci sono centinaia di posti di lavoro, ai quali corrispondono lavoratori e famiglie. Dobbiamo mettere in condizione le imprese di investire sul nostro territorio senza far venire meno i diritti di chi lavora».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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