Sicurezza
«Il nostro “porta a porta” come a Londra e Bruxelles»
Geofor risponde al servizio del Tirreno sull’immondizia in centro a Pontedera La società: «È stato il Comune a chiedere la raccolta di mattina e senza mastelli»
PONTEDERA. Per la raccolta dei rifiuti, il centro di Pontedera non è diverso da Londra e Bruxelles. È uno dei passaggi della risposta di Geofor, con tanto di immagini allegate, alle foto pubblicate sul Tirreno di ieri, che documentavano la presenza fino alla tarda mattinata di numerosi sacchi dell’immondizia ai lati delle strade del centro città.
Caldendario quotidiano. Il comunicato della società incaricata della gestione dei rifiuti con la “rivoluzionaria” raccolta porta a porta comincia con un riferimento ai giornali locali: «Leggiamo frequenti interventi sulla stampa che puntano il dito sui sacchini che si vedono al mattino nella città di Pontedera e quindi vogliamo ricordare come funziona il sistema della raccolta domiciliare». Nello spiegare le diverse fasi del porta a porta, Geofor tira in ballo il Comune di Pontedera. «Esiste un calendario quotidiano, suddiviso per tipologie di rifiuto, che il cittadino deve osservare, conferendo fuori dalla propria abitazione i propri rifiuti entro un determinato orario. Per Pontedera centro, quell’orario, è indicato dalle 7 alle 9. Subito dopo, parte il servizio di ritiro. È impossibile pensare che alle 9,01 tutti i rifiuti possano essere raccolti contemporaneamente».
Raccolta pro commercianti. Oltretutto, si legge ancora, «ricordiamo che il Comune di Pontedera ci ha chiesto di iniziare la raccolta nel centro soltanto a partire dalle 9,30, per consentire ai negozianti di scaricare l’ immondizia all’apertura mattutina dei negozi, evitando così di avere rifiuti esposti per tutta la notte».
“Colpa” del Comune. E nella risposta di Geofor i riferimenti all’amministrazione non finiscono qui. Perché se sui marciapiedi fino alle 11 si è costretti a cimentarsi in uno slalom tra i sacchi la responsabilità, stando alle dichiarazioni della società presieduta da Paolo Marconcini, è del Comune: «Ricordiamo inoltre che esistono anche altri modi di effettuare il porta a porta, non con i sacchini, ma con i mastelli. La scelta dipende dalle amministrazioni comunali».
Giornali, niente scandali... Poi è ancora la stampa a essere chiamata in causa: «Vorremmo pertanto invitare la stampa a non gridare allo scandalo ogni volta che viene visto un sacco sul territorio, in attesa di essere prelevato». Cittadini e giornali dunque non si devono scandalizzare se la mattina passeggiando tra i negozi spuntano lattine, flaconi, bucce di banana e cartoni. Geofor, infatti, spiega che accade la stessa identica cosa anche in altre città europee. «La raccolta porta a porta funziona così in ogni parte in cui viene praticata». Opinione questa, quantomeno discutibile.
Come a Londra e Bruxelles. A corredo del comunicato Geofor inserisce tre immagini, che non sono state pubblicate per ovvi motivi di spazio, di Bruxelles, Londra e Piacenza. «Come si vede dalle immagini - viene scritto nel prosieguo della nota - i sacchi del porta a porta vengono posizionati davanti alle abitazioni, esattamente come da noi. In quelle città il sistema è consolidato da anni e permette il raggiungimento di percentuali di raccolta differenziata che anche la nostra legge ci impone di raggiungere». Le ultime righe del comunicato ribadiscono la volontà da parte di Geofor di andare avanti in maniera decisa sulla strada intrapresa. «Il sistema di raccolta porta a porta a oggi si sta rivelando il più efficace per una corretta raccolta, finalizzata al riciclo e alle direttive della comunità europea».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
