Il Tirreno

Pontedera

A maggio i primi arresti e un lungo elenco di 70 indagati

Il primo intervento nelle case degli indagati risale al 19 maggio scorso. Fin dall’inizio dell’inchiesta, che aveva portato anche ad alcuni arresti in varie regioni, sia Eugenio Ascari, 56 anni, di...

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Il primo intervento nelle case degli indagati risale al 19 maggio scorso. Fin dall’inizio dell’inchiesta, che aveva portato anche ad alcuni arresti in varie regioni, sia Eugenio Ascari, 56 anni, di Pontedera, avvocato, procuratore sportivo e agente Fifa, che l’amico e collega Andrea Bagnoli, erano finiti nell’elenco dei 70 indagati nell’ambito dell’operazione “Dirty soccer”. La Polizia di Stato, a maggio, aveva eseguito arresti e perquisizioni in Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto, Lombardia.

Il provvedimento di fermo, di oltre 1000 pagine, delineava - e dopo la prima la fase si è arricchito di nuovi elementi acquisiti dopo i sequestri di telefoni e pc agli indagati - una rete di personaggi appartenenti a due distinte organizzazioni criminali, attive nella combine di incontri dei campionati di Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti, capaci di alterare risultati e investire danaro nel connesso "giro di scommesse" in Italia e all'estero. Sarebbero almeno una trentina i club coinvolti nel giro di partite truccate di Lega Pro e Serie D scoperto dalla polizia. Lungo anche l’elenco delle partite sotto inchiesta, tra cui, inizialmente, figurava anche L’Aquila-Tuttocuoio, di Legapro, girone B, disputata il 25 marzo scorso, e finita con la vittoria per 1-0 dei padroni di casa. Ora la seconda partita sospetta.

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