Sicurezza
I Movimento 5 Stelle «Come possiamo fidarci dell’Arpat?»
CASTELFRANCO. «Soddisfatti per la sentenza sugli sversamenti in Usciana che, seppur solo di primo grado, inizia a far luce su una torbida vicenda. Al contempo, però, siamo rammaricati perché non...
CASTELFRANCO. «Soddisfatti per la sentenza sugli sversamenti in Usciana che, seppur solo di primo grado, inizia a far luce su una torbida vicenda. Al contempo, però, siamo rammaricati perché non comprendiamo come non possono prendersi provvedimenti su chi doveva vigilare in maniera ligia e invece si è fatto raggirare con tanta facilità: chiaramente parliamo di Arpat». Inizia così una nota del Movimento 5 Stelle di Castelfranco sulla recente sentenza al provcesso “Acque sporche”.
«Ricordiamo, che tra i compiti del suddetto ente - proseguono i 5 Stelle - c’è anche quello di vigilare e preservare i corsi d’acqua e nello specifico lo faceva campionando le acque reflue dell’impianto in un apposito contenitore che veniva manomesso con estrema facilità. La domanda che sorge spontanea è: Arpat non ha mai avuto l'iniziativa di fare qualche campionamento direttamente allo scarico finale in Usciana? Nemmeno dopo la moria di pesci nel 2012, in cui intervennero ben quattro giorni dopo che fu reso noto l’episodio, ad Arpat è venuto il dubbio, per tutti logico, che qualcuno potesse sversare sostanze dannose nel fiume. Arpat dopo la scoperta degli sversamenti addirittura ha dichiarato che non sussistono gli estremi per danno ambientale, ed ha prodotto anche un documento che nel processo è stato usato più volte dalla difesa degli imputati. Ma come può essere che un ente pubblico ed indipendente preposto alla tutela ambientale e alla salute dei cittadini non abbia nessuna responsabilità?».
«Non ci dimentichiamo - aggono i 5 Stelle -che l’Agenzia regionale per la protezione ambientale è sempre l’ente che: dopo anni di denunce dei cittadini per le maleodoranze riesce sempre con difficoltà a trovarne le cause; difende, anche in giudizio, l’installazione del pirogassifigatore... eora deve vigilare sul suo corretto funzionamento; decide di smantellare l’unica sede presente sul territorio, quella di San Romano…e questa sembra quasi essere una vera e propria resa. Come possiamo noi cittadini fidarci dell’Arpat ?».
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