Il Tirreno

Pontedera

In via Vecchia al buio e senza fogne «Noi, abbandonati»

di Gabriele Gasperini
In via Vecchia al buio e senza fogne «Noi, abbandonati»

La protesta della strada che doveva essere interessata da una lottizzazione in ritardo. Il Comune: una soluzione c’è

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PONSACCO. Gli abitanti della via Vecchia di Pontedera si sentono abbandonati, non da oggi, ma, più o meno, da sempre.

Il territorio del comune inizia ben prima del cartello con la scritta “Ponsacco”, ma per chi abita prima del cartello le condizione di vita sono nettamente più scadenti rispetto a quelle di tutti gli altri ponsacchini.

Parlando con i residenti, la prima cosa che emerge è un gran senso di rassegnazione. Infatti in questa zona mancano sia l’illuminazione pubblica che il sistema fognario.

C’è addirittura chi appare disposto a pagare di tasca propria quei servizi pubblici che dovrebbero essere forniti dall’amministrazione.

Partendo dalle nuove abitazioni, subito dopo il cartello "Ponsacco", quello che viene evidenziato dai residenti è la mancanza di illuminazione pubblica e la velocità eccessiva di molti automobilisti.

Una signora fa notare che la mancanza di illuminazione non comporta solo il rischio di essere investiti, ma anche di essere derubati: la sua casa è stata visitata due volte negli ultimi mesi.

Un altro giovane racconta di un incidente automobilistico accadutogli pochi giorni fa. «Era buio – dice il ragazzo - stavo tornando dal lavoro e quando ho messo la freccia a sinistra per entrare nel parcheggio di casa è arrivata una macchina da dietro che ha cercato di superarmi, sfasciandomi il lato sinistro della macchina».

Questo tratto della via Vecchia, subito dopo il cartello è rettilineo, così è proprio qui che gli automobilisti superano spesso e volentieri il limite di velocità.

«Con gli altri residenti abbiamo deciso di pagarci un impianto di illuminazione privato – continua il giovane - preferiamo rimetterci dei soldi piuttosto che rischiare la vita. In questo tratto di strada un autovelox potrebbe essere d’aiuto, almeno scoraggerebbe i velocisti e il ricavato delle multe potrebbe servire per riqualificare questa strada disgraziata». Queste villette sono di nuova costruzione.

Manca l’impianto fognario comunale ma, almeno in questo caso, l’impresario ha dovuto realizzare un depuratore privato in grado di servire tutte le abitazioni.

Andando avanti, le condizioni sono ancora peggiori: la strada si restringe e iniziano le curve, non c’è più un marciapiede, e proseguire a piedi significa mettere a rischio la propria incolumità.

Le abitazioni di questa zona sono meno recenti; la prima signora che incontro mi dice che a casa sua non hanno il depuratore privato perché è troppo costoso, così ogni tre/quattro mesi pagano un'autobotte. La signora confida anche che alcuni residenti “meno civili” scaricano direttamente nelle fosse.

E come l’amministrazione ha giustificato queste mancanze, fino a oggi?

La risposta degli abitanti del posto è chiara. «Ci è stato detto che la vecchia fornace sarebbe stata trasformata in una zona residenziale con villette e che l’impresario avrebbe pagato gli oneri di urbanizzazione, risolvendo il problema dell’illuminazione e delle fognature di tutta la via. Non sono stati messi neanche dissuasori di velocità sulla strada, così le macchine continuano a sfrecciare. Ci hanno detto che i dossi penalizzerebbero l’eventuale passaggio delle autoambulanze, peccato che davanti alle scuole, qualche centinaio di metri più in dietro, i dossi ci sono eccome. Sono state raccolte anche le firme di tutti i residenti per spingere il Comune a intervenire, ma né l’amministrazione né il fantomatico impresario si sono fatti vivi».

La via Vecchia continua a essere buia, priva di impianto fognario e pericolosa per la velocità dei mezzi che la percorrono.

«Già la precedente amministrazione, aveva evidenziato che l’area della fornace è inadatta alla costruzione di villette - dice l’assessore alla pianificazione urbanistica, Massimiliano Bagnoli - vuoi per la vicinanza del fiume e dell’argine, vuoi per la strada troppo stretta. Così abbiamo optato per una perequazione. In soldoni significa rilevare l’area della fornace da parte dell’amministrazione e dare in cambio al proprietario un altro terreno edificabile di pari valore. L’area della fornace diventerebbe così una proprietà della comunità e il vecchio proprietario con gli oneri di urbanizzazione che dovrà pagare sulla nuova area, finanzierà illuminazione, fognature e allargamento della carreggiata per la via Vecchia».

Qualcosa, forse, si sta muovendo, ma le tempistiche appaiono ancora incerte e tutt'alto che rapide.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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