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Pontedera

Expo, la rinuncia di Pisa dopo la beffa del logo

di Danilo Renzullo
Expo, la rinuncia di Pisa dopo la beffa del logo

Salta all’ultimo momento la settimana dedicata alla città. Il Comune chiama in causa la Camera di Commercio, quest’ultima gli operatori privati

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PISA. Dopo la beffa del logo, la rinuncia. Quella appena conclusa doveva essere la settimana della “pisanità” al “Toscana Fuori Expo 2015”, «progetto integrato di valorizzazione e promozione delle eccellenze toscane - spiega il sito dell'organizzazione - che unisce spazi espositivi e contenuti culturali, turistici, scientifici, economici».

Ventisei settimane, dal 2 maggio al 2 novembre, ognuna delle quali dedicata ad un singolo territorio della regione. Esposizioni, eventi culturali, promozione dei prodotti tipici locali per far conoscere il territorio pisano e addirittura una mini-luminara ad illuminare le notti milanesi. Doveva essere un programma ricco di iniziative, già pubblicizzato, per valorizzare le eccellenze di Pisa e della sua terra. Doveva, appunto. Perché i pisani che hanno raggiunto i Chiostri dell'Umanitaria, la location a pochi passi dal Duomo di Milano dove, fuori dai padiglioni di Expo, la Regione Toscana mette a disposizione gli spazi per la promozione dei territori, si sono imbattuti in tante iniziative, ma dei sapori, della cultura e dell'imprenditoria pisana nemmeno l'ombra.

«La settimana di Pisa è stata annullata perché la città e l'assessorato non erano pronti», hanno spiegato gli organizzatori a chi chiedeva spiegazioni. «Pisa ha rinunciato all'iniziativa - confermano dall'agenzia regionale Toscana Promozione, tra gli organizzatori del “Toscana Fuori Expo” -. Il Comune ha comunicato pochi giorni prima dell'inizio della “settimana” che non avrebbe organizzato alcun tipo di iniziativa. La settimana di Pisa - prosegue l'agenzia - era già stata annunciata e pubblicizzata e anche noi ci siamo trovati in difficoltà per allestire una programmazione alternativa».

Ma perché il Comune, insieme agli altri enti coinvolti, ha rinunciato ad uno degli eventi collaterali dell'esposizione internazionale? «Abbiamo accolto con interesse l'ipotesi di partecipazione dopo la rinuncia di un altro Comune toscano - spiega il vicesindaco con delega al turismo Paolo Ghezzi - e chiesto alla Camera di Commercio di collaborare all'organizzazione, anche per valutare l'interesse della città e delle aziende. La Camera di Commercio ha dato inizialmente la sua disponibilità, ma dopo ha ritenuto che l'investimento non fosse compatibile con i risultati ottenibili. Venuto meno l'interesse, non aveva più senso partecipare».

Nel progetto erano stati coinvolti anche altri enti cittadini, dalla Fondazione Pisa all'Opera della Primaziale. Ogni soggetto avrebbe avuto una giornata a disposizione per organizzare eventi ed iniziative promozionali, mentre le serate “affidate” alle aziende enogastronomiche. Una mini-luminara avrebbe dovuto promuovere le manifestazioni storiche. «Sono venute a mancare le condizioni per partecipare - conclude Ghezzi -, anche perché la finestra per Pisa si è aperta molto tardi e i tempi per l'organizzazione erano molto stretti». La rinuncia al “Toscana Fuori Expo” segue la beffa , e le polemiche, del logo scelto dalla Regione per rappresentare la Toscana alla fiera internazionale, privo della Torre pendente o di altri simboli della città.

«Dopo aver partecipato con 27 aziende a Tuttofood (fiera internazionale dedicata al business agroalimentare che ha aperto l'Expo, ndr), abbiamo preso in considerazione l'opportunità di essere presenti anche al “Toscana Fuori Expo” - spiegano dalla Camera di Commercio -. Ipotesi venuta meno perché la mancata disponibilità delle aziende (solo tre hanno risposto positivamente dopo un incontro con le associazioni di categoria del commercio e dell'agricoltura), i tempi stretti e le risorse non previste per questa iniziativa rischiavano di trasformare l'evento in un flop».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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