Il Tirreno

Pontedera

La banca lo risarcisce dopo il furto del bancomat

La banca lo risarcisce dopo il furto del bancomat

Un cliente della Cassa di risparmio di Volterra costretto a rivolgersi all’Abf per vedersi ristituire i soldi che i ladri avevano prelevato usando la tessera

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PONTEDERA. E’ passato quasi un anno dal furto. Il cittadino poi è stato costretto a rivolgersi ad un legale per avere dalla banca la restituzione dei soldi che i ladri avevano prelevato dal suo conto corrente utilizzando in maniera illecita la tessera bancomat che avevano sottratto da un armadietto chiuso con un lucchetto in una palestra della Valdera. Tuttavia, dopo lettere e minacce di querele, l’intervento di un avvocato, la Cassa di risparmio di Volterra, che aveva emesso la tessera bancomat oggi non più attiva, è stata costretta a risarcire il cittadino della somma prelevata dai malviventi. A mettere fine alla controversia che si è trascinata per molti mesi con arrabbiature e conti correnti trasferiti è stato il collegio di Roma dell’Abf, Arbitro bancario finanziario, un sistema di risoluzione delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari.

Dopo il furto, avvenuto il 22 settembre 2014 in un centro dell’Alta Valdera, i ladri avevano prelevato più di 500 euro anche se il titolare della tessera bancomat quando era uscito dalla palestra e si era accorto di essere stato derubato aveva chiamato i carabinieri, denunciato il furto e bloccato la carta. I ladri, nel frattempo, avevano effettuato tre prelievi sul circuito internazionale, per un importo di circa 750 euro. Il cittadino, che aveva chiesto un immediato risarcimento alla Cassa di Volterra, aveva fatto notare che quel giorno c’era stato un uso insolito della tessera bancomat che avrebbe dovuto fare insospettire e indurre la banca a bloccare l’operatività del bancomat. Dall’altra parte l’istituto di credito non voleva risarcire in quanto sosteneva che il cliente avrebbe dovuto custodire il Pin, codice segreto, in maniera adeguata anche se il portafoglio era stato rubato da un cassetto chiuso con tanto di lucchetto. Ha poi spiegato che le anomalie nella gestione del rapporto non sono rilevabili se i prelievi avvengono presso sportelli di altri intermediari bancari. Alla fine l’Arbitro bancario finanziario ha accolto il ricorso del cittadino, che si era affidato all’avvocato Alberto Foggia. La Cassa di Volterra dovrà corrispondere al ricorrente la somma di 550 euro, oltre agli interessi legali dalla data del reclamo e il pagamento di 100 euro per le spese di assistenza legale, Il fatto che i ladri siano riusciti a fare i prelievi di contanti anche se in un arco di tempo molto ristretto non implica responsabilità del proprietario della tessera, il quale a sua volta ha subito un danno a causa del furto.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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