Sicurezza
Tra rabbia e timori «Ora allungheranno pure il calendario»
Presente il vicesindaco Franco Marchetti, che ha manifestato ai lavoratori la solidarietà dell’amministrazione comunale
SAN GIULIANO TERME. «Dopo le aperture domenicali e nei giorni festivi, l'orario prolungato fino alle 24. Adesso l'orario notturno. In futuro magari allungheranno il calendario per farci lavorare di più».
Sono voci di rabbia e di preoccupazione quelle che si alzano dal presidio di lavoratori e rappresentanti sindacali promosso per contestare la sperimentazione dell'apertura notturna decisa dalla direzione aziendale del Carrefour della Fontina. «L'apertura 24 ore su 24 non è necessaria – commenta Stefania Gennai, Rsu del supermercato di San Giuliano Terme –. Questo è solo uno “sfizio” dell'azienda, che non porta benefici né buona occupazione. I centri commerciali devono essere regolati da norme certe e seguire orari “normali”». «È una decisione insostenibile – aggiunge Donella Onofri, una delle addette alle casse del supermercato – che rischia di far cadere nel baratro lavoro e organizzazione». Al presidio di protesta, Franco Marchetti, vicesindaco di San Giuliano, ha portato la solidarietà dell'amministrazione del Comune termale. «Auspichiamo – dice – la possibilità di modificare la legge sulle liberalizzazioni che non offre agli enti locali la possibilità di avere voce in capitolo nel settore. Occorre dare agli enti locali gli strumenti necessari per incidere sugli orari e le regole della grande distribuzione. Carrefour – prosegue Marchetti – ha sperimentato quest'iniziativa solo in Italia; in Francia, invece, non ha promosso neanche aperture domenicali e nei giorni festivi. Queste scelte sono solo strumenti per aumentare la concorrenza tra le varie catene, che rischiano però di far danni ai negozi di vicinato, fondamentali per un territorio molto vasto come quello di San Giuliano». «L'ipermercato osserva solo quattro giorni di chiusura all'anno. Domeniche e festivi sempre aperto: magari dopo l'orario notturno allungheranno il calendario per farci lavorare di più», sottolinea ironicamente un gruppo di lavoratori riunito all'esterno del punto vendita. «L'offerta è quindi già molto ampia – aggiunge Alessia Pecchia, dipendente della multinazionale francese –. Durante le ore serali e notturne bisogna stare a casa con la famiglia, non in un negozio a fare la spesa». «Un supermercato non è un servizio essenziale – osserva Francesca Calcagni, Rsu del punto vendita della Fontina –, non possono paragonarci ad una farmacia o ad un ospedale. L'ipermercato segue orari già ampiamente lunghi, a chi serve l'apertura notturna?», si chiede Calcagni, che pone anche un problema di sicurezza per i lavoratori impiegati nelle ore notturne. «L'azienda – dice – terrà aperto il supermercato con un presidio minimo di lavoratori e il personale al lavoro sarà in balìa di qualsiasi malintenzionato». (d.r.)
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