Gioco
Tra i filari c’è gran fiducia: vino a 5 stelle
Nonostante la giustificata dose di scaramanzia gli esperti garantiscono: l’uva è bella e sana
PONTEDERA. Regna una mal celata euforia tra i vigneron, anche se nessuno vuole sbilanciarsi più di tanto. In fondo un po' di scaramanzia è giustificata, in questo ultimo mese si concretizza il lavoro di un intero anno e tutto può ancora accadere. Per fare un buon vino occorre una buona maturazione dell'uva, zuccherina e soprattutto polifenolica, e questa è ovviamente tutta a divenire. Ecco perché in questo periodo la cautela è d'obbligo, le previsioni sempre un azzardo.
Partiamo comunque da un dato di fatto che predispone al meglio l'intero ciclo vegetativo: l'uva è bella e sana. Il gran caldo ha messo in ginocchio alcuni comparti agricoli, un po' a macchia di leopardo, si sono avvertite criticità nell'olivicoltura e anche altri settori non sono stati esenti da danni, basti pensare all'acquacoltura di Orbetello. Ma nella vite tutto sembra essere andato per il meglio e a mezza bocca si sussurra della possibilità di una grande annata. Infatti la situazione fitosanitaria della pianta è ottima, la mancanza di nebbie ha tenuto lontani i pericolosi attacchi fungini che hanno caratterizzato in negativo la scorsa annata, lo stress idrico è stato contenuto in quanto la vite, specie se ha superato una certa maturità, ben sopporta un po' di sofferenza. Certo, a tutto c'è un limite e la temperatura torrida insieme alla mancanza prolungata di acqua ha fatto preoccupare non poco, ma proprio quando lo stato di allerta è cresciuto ecco arrivare, benedetta, la pioggia. In un solo giorno in Valdera ne è caduta dai 18 ai 32 millimetri, con differenze notevoli da poggio a poggio, ma l'acqua è comunque arrivata e tutto si è incanalato nella giusta direzione. La vendemmia si dovrebbe effettuare grosso modo nei tempi giusti, per qualcuno con qualche giorno d'anticipo. Le lievi discordanze dipendono dalla diversità di terroir, dalle pratiche di lavoro in vigna, dalla maturità e varietà dei vitigni.
Per avere un quadro più chiaro siamo andati a chiedere com'è la situazione direttamente ad alcuni protagonisti della nostra viticoltura. In casa della Fattoria degli Azzoni a La Rotta di Pontedera si respira un cauto ottimismo. A parlare è l'agronomo Marco Faraoni: «Un’annata particolare, questa del 2015, caratterizzata da un inizio fresco e piovoso che aveva fatto temere il ripetersi delle problematiche dello scorso anno e che comunque ha causato un leggero ritardo nella fase del germogliamento e una breve pressione di Peronospora in primavera che abbiamo ben contenuto. Il caldo torrido di giugno e luglio ha allontanato gli attacchi fungini e accelerato la maturazione portando un lieve anticipo sull'invaiatura (quando l'acino inizia a colorarsi). Da noi la vite è attualmente in piena salute con uno splendido Pinot Grigio, protagonista del vino Villa Sole, grazie alla profondità di un apparato radicale a dimora da oltre 50 anni. Solo una parte degli impianti più giovani, che hanno radici più in superficie, cominciavano ad avere un po' di stress idrico ma l'acqua del 25 luglio ha decisamente migliorato le cose. Monitoriamo quotidianamente i vigneti per debellare eventuali attacchi della Tignoletta ed altre avversità entomologiche che potrebbero compromettere l'integrità dell'acino, ad oggi veramente molto bello. Insomma, siamo soddisfatti dello stato attuale e fiduciosi sia per la qualità, sia per la quantità. Certamente tutto si deciderà nelle prossime settimane. L'augurio è quello di un agosto di sole con temperature nella norma, interrotto da un paio di piogge intense ma non violente e un settembre asciutto per predisporre al meglio la vendemmia delle uve a bacca nera come il Sangiovese».
Ci spostiamo nella zona di Peccioli per parlare con la Tenuta di Ghizzano, punto di riferimento enoico qualitativo grazie a vini recensiti del calibro del Veneroso e del Nambrot. La contessa Ginevra Venerosi Pesciolini non nasconde la soddisfazione: «Tutto sta andando per il meglio, la qualità delle uve è eccellente. Il ciclo biologico della vite si è svolto in modo ottimale. Dopo un inizio fresco abbiamo avuto temperature sopra la norma una settimana di giugno, proprio nel momento di passaggio dalla fioritura all'allegagione, che però non ha causato problemi grazie al nostro terreno che tiene bene l'aridità, in quanto ricco di argilla. Per la solita ragione abbiamo ben sopportato anche le tre settimane torride di luglio e quando paventavamo alcune sofferenze è arrivata provvidenziale la pioggia del 25 luglio, due episodi nella stessa mattina che hanno depositato la bellezza di 30 millimetri di acqua senza un solo chicco di grandine. Da noi ora siamo a posto, può anche non piovere più. Tra pochi giorni inizieremo il diradamento cercando di fare il meglio per la qualità. In genere lasciamo un solo grappolo per tralcio. Se tutto procede bene contiamo di iniziare la vendemmia gli ultimi di agosto con il Vermentino, a seguire il Merlot e poi gli altri».
In quel di Terricciola, considerata la capitale enoica della Valdera, chiediamo com'è la situazione a Maurizio Iannantuono, neo presidente delle Strade del Vino delle Colline Pisane e titolare del Podere La Chiesa. «Da noi chi ha lavorato bene la terra non ha avuto problemi di stress idrico. È vero, c'è stato caldo torrido, con oltre un mese senza pioggia, ma questo è stato il primo episodio in diversi anni di abbondanza di acqua e la vite ha ben tenuto a questa lieve sofferenza, tra l'altro già mitigata dall'abbondante pioggia di 18 millimetri della scorsa settimana che ha rappresentato per noi una vera manna dal cielo. Dal punto di vista fitosanitario non ci sono problematiche. L'uva è bella e sana e non resta che incrociare le dita perché sappiamo tutti che in viticoltura tutto si decide nell'ultimo mese. Comunque, la vendemmia dovrebbe essere lievemente in anticipo, anche se abbiamo un po' perso i punti di riferimento, dato che da cinque anni a questa parte ogni anno è diverso dall'altro. In fondo anche questo è il bello del lavoro del vigneron».
Per sentire un'altra campana a Terricciola ci rivolgiamo ad un vero guru del vino delle Colline Pisane, in particolare del Sangiovese. Non chiedetegli l'età anagrafica perché lui vi risponderà che ha il numero delle vendemmie che ha fatto e con questa prossima sono 48. Si tratta di Corrado Dalpiaz, enologo in forza alla Tenuta Podernovo, la cui proprietà, la famiglia Lunelli, ha fama internazionale grazie agli spumanti Ferrari di Trento. «Abbiamo misurato i millimetri di acqua caduti al suolo, da noi sono stati ben 32. La situazione è splendida, il Merlot sta terminando l'invaiatura in modo uniforme mentre anche il Sangiovese ha iniziato a colorarsi. Quello che ci colpisce di più in positivo è l'equilibrio, l'omogeneità della vigna e dei grappoli, l'assenza di patologie. Anche le quantità sono giuste e sicuramente quest'anno non avremo bisogno di fare diradamenti. I nostri interventi, ispirati ai dettami dell'agricoltura biologica, sono stati minimali perché la stagione ci ha sorretto. Da noi non abbiamo anticipi del ciclo vegetativo, siamo stati previdenti e abbiamo ritardato il più possibile la potatura trovandoci così in perfetta linea con i tempi ottimali. Tant'è che pensiamo di essere nella norma anche nella vendemmia, che prevediamo di far partire con il Merlot dal 10 settembre. Insomma, facendo i dovuti scongiuri, i presupposti di un'annata a cinque stelle ci sono tutti. Siccome l'appetito vien mangiando, lasciatemi esprimere il desiderio della ciliegina sulla torta, o se preferite chiamatelo un sogno nel cassetto: un agosto di sole con una bella pioggia, mi raccomando senza grandine, verso la meta del mese».
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