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Nasce il comitato contro il degrado

Nasce il comitato contro il degrado

Sono già oltre cento: chiedono al Comune più attenzione

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VOLTERRA. «Amarezza e sconforto per le mancate risposte dell’amministrazione», si sfoga Anna Maria Gabellieri, balitore della contrada di San Giusto. «Bisogna portare il turismo anche qui, abbiamo tante belle cose, ma non vengono valorizzate», segue in scia Marusca Gazzarri, presidente ad interim. Sono alcuni degli attivisti del neo comitato di San Giusto, che conta ad oggi più di cento cittadini del quartiere volterrano che chiede più attenzione all’amministrazione comunale.

Tanti gli argomenti sul piatto. Tra i primi c’è la storica fonte di Mandringa, dimenticata e fagocitata dall’erba. «Nel 2009 – continua Gabellieri – gli studenti dell'istituto Niccolini, dietro nostra richiesta, elaborarono un progetto per il recupero della fonte. Sarebbe costato 270mila euro, ma avremmo potuto partire intanto dal recupero della fonte che era ed è ancora, purtroppo, in uno stato di totale abbandono. Lo presentammo nel 2009 alla presenza del presidente della fondazione della Cassa di Risparmio di Volterra, Ivo Gabellieri, e al sindaco Marco Buselli. Lo abbiamo esposto nel teatrino di Santa Chiara. Ma al momento, e siamo nel 2015, non sappiamo niente». Fulvio Bigongiari, segretario, fa il punto: «Ora siamo 120, ma andremo a raccogliere ancora firme e poi seguirà un'assemblea per nominare al posto di quello che ora è provvisorio il comitato definitivo».

Tanta la storia del borgo. E gli spunti turistici. «È un borgo che detiene tanta storia e tanta civiltà – prosegue Gazzarri –. Vogliamo coinvolgere tanti giovani che ci arricchiscano con entusiasmo». I cittadini si auto-resposabilizzano. «Bisogna cominciare da noi abitanti: tenere più pulito, parcheggiare in maniera regolare, ma gli amministratori devono adeguarsi». Tante le critiche sul parcheggio dato da don Paolo in comodato d'uso al Comune. Si chiedeva solo di aver riservato qualche posto. Dovrebbe servire per le macchine, ma ci sono camper, camion, bus turistici. «Si dovrebbe mettere un ingresso con una traversa che impedisca a mezzi più grossi delle auto di non entrare, illuminarlo, curarlo», chiude un altro componente, Rolando Gronchi. (l.d.a)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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