Il Tirreno

Pontedera

Cauto ottimismo per l'industria pisana

Cauto ottimismo per l'industria pisana

Crescono fatturato e ordini esteri, si riduce la produzione (-1,2%). Si rafforza l'ottimismo

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PONTEDERA. Nel primo trimestre 2015, rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, la produzione delle aziende manifatturiere pisane mette a segno un -1,2% mentre l'Italia, secondo l’Istat, registra una sostanziale stabilità (-0,4%).

A rilevarlo sono i dati della consueta indagine trimestrale condotta dalla Camera di Commercio di Pisa su un campione di 138 unità locali manifatturiere pisane con almeno 10 addetti. Nonostante il deprezzamento dell'euro, che avrebbe dovuto darle maggiore slancio, l'industria italiana sembra ancora soffrire non solo di una domanda interna che stenta a ripartire ma anche del recente rallentamento dell'Asia di cui Pisa segue, più di altri territori, le sorti. Anche il fatturato e gli ordinativi delle imprese manifatturiere della provincia di Pisa segnano un leggero arretramento: -1% e -0,8%, rispettivamente.

Tuttavia, alcuni indicatori confermano i timidi segnali di risveglio già emersi nel corso delle precedenti rilevazioni. In primo luogo dal mercato internazionale, che continua a fornire spunti positivi: crescono infatti il fatturato (+1,6%) e gli ordinativi (+0,7%) raccolti fuori confine. Anche l'occupazione industriale - il dato dovrà però essere confermato in futuro - sembra aver arrestato la caduta (+1,1%). Ma l'elemento più significativo è senz'altro quello delle aspettative imprenditoriali che, rispetto al recente passato, rafforzano un moderato clima di ottimismo.

Tornano a crescere (+0,6%), anche se debolmente, i prezzi praticati dalle industrie pisane. Si tratta di un primo timido segno, a fronte di prezzi ancora calanti delle materie prime, della possibilità per le imprese di recuperare parte degli aggravi di costo subiti nei primi anni della crisi. Che qualcosa cominci a muoversi sul mercato del lavoro, oltre al +1,1% dell'occupazione, lo dicono anche i dati Inps sulle ore di cassa integrazione autorizzate nei primi tre mesi del 2015. Le 738mila ore concesse al manifatturiero pisano, rappresentano infatti il valore più basso degli ultimi quattro trimestri.

Nel primo trimestre dell'anno emerge una migliore capacità della grande industria nello sfruttare le dinamiche dei mercati internazionali. Le unità produttive più strutturate (oltre 49 addetti), pur segnando una contrazione dell'1,1% nella produzione registrano infatti una crescita tanto del fatturato (+3,4%) quanto degli ordini (+1,1%) realizzati fuori dai confini nazionali. La piccola industria (da 10 a 49 addetti) registra invece contrazioni più consistenti sia sul versante della produzione (-1,3%) che del fatturato (-2,1%). Tra i diversi settori perde terreno il pelli-cuoio (-7,9% la produzione) mentre il composito comparto della metalmeccanica-mezzi di trasporto ed elettronica arretra di appena l'1%.

«I dati – commenta il neo presidente della Camera di Commercio Valter Tamburini – ci ricordano come la strada della ripresa sia ancora incerta e piena di ostacoli. Tuttavia, osservando le buone performance delle nostre imprese sui mercati internazionali ed il deciso miglioramento delle aspettative, è del tutto evidente come Pisa abbia saputo sfruttare le favorevoli condizioni macroeconomiche, quali l'indebolimento dell'euro e la flessione del costo delle materie prime. Per cogliere al meglio la ripresa che sembra materializzarsi, diventa fondamentale non solo rafforzare la nostra presenza all'estero ma anche saper attrarre nuovi investitori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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