Sicurezza
Lotta al degrado a colpi di graffiti
I due writer volterrani si raccontano: vorremo lavorare anche sulle pareti della palestra dei Leccetti
VOLTERRA. In arte Mozzart e Koz: in gergo si chiamano nickname. Sono i soprannomi di due writer volterrani che cercano spazi degradati per ridar loro vita, colore, espressione e dignità. A colpi di spray e fantasia.
«Con i nostri interventi su edifici degradati, o abbandonati vogliamo in maniera costruttiva non solo renderli più gradevoli alla vista, ma anche mettere in risalto questa loro fatiscenza. Moltissimi sono coperti da scritte senza senso, deturpanti. Il writer è tutt’altra cosa». Andrea Montagnani si presenta: lui è Mozzart. Gli artisti hanno la benedizione anche della Cassa di Risparmio di Volterra. «I vari interventi che abbiamo fatto e che continuiamo a fare su questa staccionata che copre i lavori del Centro Studi della Cassa di Risparmio di Volterra e con il loro permessoservono per esprimere le nostre fantasie, il nostro modo di concepire questa forma di street art». La volonta dei graffitari etruschi è quella di portare aria nuova nella pittura volterrana: presto rpesenteranno veri e propri progetti. «Abbiamo creato un gruppo chiamato Blubokillaz con il quale vogliamo lanciare un messaggio, un messaggio che con i nostri lavori sta già riscuotendo credito da parte di molti ragazzi soprattutto del liceo, entusiasti da questa esperienza».
Tra una bomboletta e un po’ di fantasie spray ecco Kox, al secolo Cosimo Grandoli. «Provengo dalla scuola d’arte indirizzo di alabastro ma la mia passione è la pittura. Ridare vita a edifici cadenti, muri scarabocchiati è una cosa stupenda. Uno dei nostri sogni è il recupero, salvando diciamo così la parte storica dei primi writer, del tunnel che porta da San Francesco al Gioconovo». Nei loro sogni tutti volterrani anche la voglia di recuperare le pareti esterne della palestra dei Leccetti. «Per questo stiamo preparando un progetto da presentare alle istituzioni per ottenere non solo il patrocinio ma anche un finanziamento. Da cosa nascono i nostri disegni? Parliamo fra noi, decidiamo un soggetto, poi creiamo un tutto che ci accomuni. Ora sto dipingendo un lupo che spaventa altri animali fatti da Mozzart e il tutto è chiuso da un tramonto».
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