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LE Indagini

Il gruppo dei “pesci” seguiva i carichi al porto labronico

SANTA CROCE. Se il magazzino di Santa Croce sull’Arno era un valido punto di riferimento per organizzare i traffici è anche vero che l’organizzazione sapeva di poter contare su un certo numero di...

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SANTA CROCE. Se il magazzino di Santa Croce sull’Arno era un valido punto di riferimento per organizzare i traffici è anche vero che l’organizzazione sapeva di poter contare su un certo numero di portuali compiacenti, il “Gruppo Pesci”, come si chiamano nelle conversazioni intercettate, che erano coordinati da Carlo Scotto, detto il “Pesce vecchio”, vista la sua età. È lui che coordina l’accesso al porto di Livorno per il ritiro del 54 chili di cocaina, previsto per le notti del 29 e 30 giugno. Dalle telefonate emergono anche i nomi di altri addetti al recupero che ancora non sono stati identificati.

Grazie alle intercettazioni è stato ricostruito come avveniva la ripartizione dei compiti tra le figure provenienti dal mondo imprenditoriale del Valdarno. Uomini legati anche da amicizie e conoscenze personali. Tutti riuniti, secondo le accuse, per mantenere la propria agiatezza personale dopo essersi trovati alle prese con gravi problemi economici. Ora aggravati dal fatto di doversi difendere dalle gravi accuse. Questi imprenditori sono così entrati in contatto con altri italiani con una serie di precedenti di polizia per reati connessi agli stupefacenti. E il giro è iniziato.

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