Il dolore
Il Comune lascia la gestione del parco termale
Vicopisano, la consigliera Giobbi all’attacco: «La normativa ci dà ragione, basta con le passività nei Consorzi»
VICOPISANO. È completamente finito l’idillio tra Comune e Terme. Vicopisano rinuncia alla gestione congiunta del parco termale a Uliveto Terme.
«In ventiquattro anni di vita del Consorzio del Parco Termale di UIiveto le spese sono state ripartite con l’attribuzione del 75% alla società Acqua di Uliveto e del 25% al Comune di Vicopisano – comincia la consigliera comunale Marrica Giobbi della lista civica –. Secondo l’enunciato dell’articolo 1 dello statuto, il Consorzio avrebbe dovuto dar vita ad una gestione imprenditoriale, improntata alla realizzazione di utili, ma così non è stato e dal 1991 ad oggi si sono registrate solo perdite, che hanno gravato sui bilanci del nostro Comune per quasi un milione di euro».
A nulla è valso, fa notare la consigliera dell’opposizione, aver sottolineato il fallimento dell’obiettivo cardine, la cui politica economica doveva essere quella di sviluppare in tutte le sue molteplici sfaccettature un termalismo che non è mai decollato, che avrebbe invece attratto turismo, sviluppato le attività produttive dell’indotto, creato posti di lavoro e generato benessere così come avveniva in passato quando prima della seconda guerra mondiale ad Uliveto era florido il Grande Albergo delle Terme, che offriva un percorso benessere di tutto rispetto con fanghi, bagni caldi, inalazioni e che era molto gettonato da tutte le fasce sociali perché chi non poteva alloggiare nella struttura alberghiera, usufruiva lo stesso delle cure termali, accontentandosi di stare a pensione nelle case del paese, che per la maggior parte nel periodo estivo erano dedite all’attività di recezione turistica. Oggi, invece, Uliveto è adibito prevalentemente a quartiere dormitorio.
«L’amministrazione, sorda, se ne è infischiata della logica dei numeri e ha avallato le perdite a carico dei cittadini con tranquillità, come fatto assolutamente da non discutere. Ho più volte invitato l’amministrazione a recedere dal Consorzio, a recuperare la piscina, i campi da tennis, la struttura del bar e dei bagni, immobili di proprietà comunale, per procedere ad una gara di appalto gestionale che garantendo anche soltanto un pareggio di bilancio privo di qualsiasi utile, affrancasse i cittadini dallo stillicidio delle perdite annuali, liberando risorse utili per la collettività. Ora è la normativa che ci dà ragione: i Comuni non possono più mantenere le passività nei consorzi, così come suggerivano una politica sana, il buon senso e l’attaccamento agli interessi dei cittadini che tanto avevamo predicato con passione e con veemenza, trovando come risposta solo indifferenza e freddezza».
Il sindaco ha tenuto il fatto nascosto fino a qualche giorno fa, quando, con lettera raccomandata, è stato costretto a dare formale disdetta al Consorzio, informandone la società Acque e Terme di Uliveto «ai sensi dell’articolo 5 dello statuto e cioè dodici mesi prima della scadenza dell’ultimo quinquennio, tempo prezioso per la definizione giuridica ed amministrativa della vicenda, di cui pretendiamo di essere informati passo dopo passo», conclude Giobbi.
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