Sicurezza
La raccolta di firme e la marcia di protesta
Ottanta metri cubi di terra: questa è la quantità di materiale che si è staccato dalla collina, la prima volta a fine gennaio del 2013. E poi, in altre occasioni, nei giorni successivi, tra marzo e...
Ottanta metri cubi di terra: questa è la quantità di materiale che si è staccato dalla collina, la prima volta a fine gennaio del 2013. E poi, in altre occasioni, nei giorni successivi, tra marzo e aprile.
A metà marzo un nuovo movimento franoso interessa una parte diversa della collina, tanto che vengono evacuate cinque famiglie.
Devono lasciare per alcuni giorni le loro abitazioni.
La strada è martoriata: viene chiusa definitivamente. La rabbia dei cittadini sale.
Si comincia con una raccolta di firme per chiederne la riapertura, si arriva a una marcia pacifica lunga la strada interrotta: sono soprattutto i commercianti e gli esercenti che vogliono far capire agli amministratori i danni che provoca la completa chiusura della strada.
Disagi, quando la strada è rimasta chiusa, c’erano anche per i mezzi di soccorso, diretti all’ospedale di Pontedera: il tragitto alternativo era molto più lungo.
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