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Minimarket della droga nel paese, due arresti

Minimarket della droga nel paese, due arresti

Perquisizioni domiciliari a San Frediano a Settimo. I carabinieri hanno trovato cocaina e marijuana divisi in dosi, oltre a circa 600 euro in contanti

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SAN FREDIANO A SETTIMO. Il giro di spaccio era noto e per questo motivo monitorato da tempo. Nei piccoli paesi, dove ancora tutti si conoscono nonostante la presenza sempre più numerosa di famiglia che arrivano da Pisa o dai centri vicini o di migranti, il minimarket della droga non era passato inosservato. Era stato notato prima un certo viavai di persone, soprattutto di giovani noti per essere consumatori di sostanze vietate.

I carabinieri di Cascina, coordinati dalla compagnia di Pontedera, hanno effettuato alcune perquisizioni domiciliari a San Frediano a Settimo, finalizzate proprio a contrastare il problema e a trovare conferme rispetto allo spaccio. I militari, che alla fine dell’operazione hanno arrestato due albanesi- Julian Peposhi di 30 anni e Elmas Sitaj di 27 - ritengono di avere smantellato «un'emergente piazza di spaccio», legata appunto a due giovani albanesi, entrambi clandestini sul territorio nazionale ma domiciliati nel comune di Cascina dove hanno una fitta rete di amicizie, soprattutto tra connazionali, oltre che tra gli acquirenti delle sostanze illecite.

I due, stando a quanto è stato spiegato dai militari, avevano creato all'interno di un piccolo locale lungo la Tosco Romagnola, tra case e negozi, un vero e proprio banco-cassa per lo spaccio di cocaina e marijuana. Avevano messo un tavolinetto a ridosso di una porta finestra e da qui smerciavano le sostanze illecite.

All'interno dell'alloggio - pronte alla vendita - sono state rinvenute cinque confezioni di stupefacente, in particolare cocaina, per complessivi quattro grammi e 87 grammi di marijuana, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento di dosi per poi venderle al dettaglio. Mentre nella cassa sono stati trovati 600 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio. Gli arrestati, accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, avevano nella loro disponibilità numerosi telefoni che sono stati sequestrati dai carabinieri e che saranno al centro di una serie di accertamenti da cui potrebbero scaturire ulteriori informazioni utili per ricostruire la rete dello spaccio.

Il dottor Giancarlo Dominijanni, sostituto procuratore di turno in Procura a Pisa, ha disposto l’arresto dei due giovani e il trasferimento nel carcere Don Bosco di Pisa, dove si trovano a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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