La protesta
Un premio ai centisti «Sarà la nostra classe dirigente del futuro»
Al Museo Piaggio si è ripetuta la tradizione voluta da Unione Fondazione, associazione Guarnieri e dalla Sant’Anna
PONTEDERA. Il simbolo dell’eccellenza e della storia di Pontedera e quella che potrebbe diventare la classe dirigente della città. E’ la scena che si è ripetuta ieri con la consegna dei riconoscimenti ai centisti degli istituti superiori pontederesi al Museo Piaggio. Un appuntamento diventato tradizionale in cui il Comune, l’Unione Valdera, la Scuola superiore Sant’Anna, l’associazione “Silvio Guarnieri” dell’Istituto Fermi e la stessa Fondazione Piaggio organizzano per rendere omaggio a studenti meritevoli. Come Costanza Daddi di Pontedera, diplomata al liceo scientifico con 100 e lode. O Giulia Bartolini di Perignano, centista all’indirizzo per geometri del Fermi. «Consegnare i riconoscimenti in questo luogo – ha detto Riccardo Costagliola, presidente della Fondazione Museo Piaggio – ha un enorme valore simbolico. La Piaggio rappresenta uno dei punti più alti dell’ingegneria e della progettazione. Iil territorio della Valdera ha bisogno di continuare in questa tradizione di menti eccelse:i ragazzi ne sono una prova». Secondo il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi «premiare gli studenti più bravi vuol dire riconoscerne il merito e il valore. Ecco, se l’Italia andasse un po’ più in questa direzione vedremmo risultati di crescita sociale, economica e culturale evidenti. In fin dei conti, ragazzi come questi rappresentano il nostro futuro e la classe dirigente che governerà e gestirà i nostri territori».
Ai centisti non mancano le idee chiare. Costanza Daddi, per esempio, ha intenzione di diventare ingegnere robotica. Presto farà il test per entrare alla Scuola Sant’Anna e ha già sostenuto quello alla facoltà d’ingegneria all’Università di Pisa. «Studiare e lavorare all’estero sarebbe una bella esperienza – dice “la ragazza 100 e lode” che gioca anche a basket in Serie B con la Castellani Pontedera – ma il mio obiettivo è quello di dare un contributo al mio Paese e quindi scelgo l’Italia per affermarmi a livello lavorativo». Anche Giulia Bartolini vuol diventare ingegnere, ma civile per proseguire il percorso di studi intrapreso alle superiori. «Per ottenere questi risultati serve applicazione e metodo con almeno cinque ore di studio al giorno – racconta – ma serve anche una pausa. La mia è categoricamente quella che mi prendo il sabato e la domenica».
Andreas Quirici
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