Sicurezza
Cittadinanza ai Saharawi “negata” per due volte
In consiglio comunale manca il numero legale e il clima si fa rovente dopo la proposta del Terzo Polo di devolvere parte dei gettoni di presenza
CASCINA. Per due volte il consiglio comunale di Cascina è stato convocato per attribuire la cittadinanza onoraria ai bambini Saharawi e per due volte le assenze hanno impedito un regolare svolgimento per mancanza del numero legale. Una mancanza di rispetto che cancella un impegno sui temi della solidarietà che appare solo sbandierato.
Il Terzo Polo attacca la maggioranza e in particolare il sindaco, Alessio Antonelli. «L'iter procedurale si è ripetuto anche questa volta: è iniziata la seduta, si sono discussi i punti in programma, si è interrotta la seduta per mancanza del numero legale, cioè per mancanza di consiglieri della maggioranza». Esattamente come era successo una settimana prima in occasione di un consiglio convocato addirittura in seduta aperta. «Quando per una cosa, quando per un'altra, se noi del Terzo Polo manchiamo, la macchina amministrativa di Cascina non funziona. Il nostro illustre primo cittadino ha poi toccato il culmine – aggiungono i consigliere dell’opposizione –. La cosa più sconcertante è il motivo del dibattito: la cittadinanza onoraria ai bambini del Saharawi e la nostra proposta di donare a questi bambini alcune borse di studio utilizzando il gettone di presenza dei consiglieri e con una parte delle indennità degli assessori. Da lì il finimondo. Il sindaco ha iniziato a dire che le decisioni le prendono loro e ciò che noi proponiamo è solo “aria fritta”. Marcello Biasci, a nome di tutti, ha fatto notare ad Antonelli, con toni calmi nonostante le continue provocazioni e interruzioni poco rispettose ma a cui oramai siamo abituati, che non veniva data una risposta concreta al perché non potevano essere istituite queste borse di studio e che un'amministrazione deve essere fatta di fatti e non solo di belle parole dette per preparare la campagna elettorale». I consiglieri dell’opposizione, non presi in alcun modo in considerazione nella loro proposta, se ne sono andati.
Il sindaco li ha accusati di bloccare la macchina amministrativa, senza però guardare in casa propria, tra i banchi sguarniti della maggioranza.
«Crediamo fermamente che il sindaco sia indegno di quel posto così importante per Cascina, non solo per il suo modo poco democratico di gestire le cose ma anche perché non riesce a riunire abbastanza consiglieri da poter approvare gli atti di governo sul territorio che dovrebbe amministrare», accusa Michele Parrini.
La cittadinanza onoraria non è stata conferita. Chissà cosa avranno pensato i bambini Saharawi e i loro accompagnatori. Una vicenda che non poteva passare nel silenzio.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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