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Teatro, c’è l’apertura del Comune

Teatro, c’è l’apertura del Comune

Una commissione sulla vertenza preparerà un consiglio aperto. Presidio dei lavoratori in Municipio

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CASCINA. Una commissione apposita sulla vertenza sulla Città del Teatro in preparazione di un consiglio comunale aperto. L’ hanno ottenuto alcuni lavoratori che, insieme a esponenti dei Cobas, hanno partecipato al consiglio comunale a Cascina in programma ieri. L'apertura da parte dell'amministraziine comunale è stata comunicata dalla presidente dell’assemblea Paola Viegi, dopo la consegna di un volantino in cui viene riassunto l'ultimo capito della vicenda, quello relativo al contributo ministeriale ricevuto dalla Findazione sipario Toscana, che gestisce il tearo cascinese. Secondo i Cobas, i 358mila euro destinati dal Governo alla Città del Teatro in quanto "centro di produzione" andrebbero spesi per salvaguardare l'occupazione e ristrutturare lo stesso teatro. Il presidente del cda della Fondazione sipario Toscana, Michelangelo Betti, invece, spiega che "quei soldi vengono assegnati dal ministero in base a progetti teatrali e non per altri scopi". Una visione opposta con in mezzo tre posti di lavoro da tagliare, secondo il piano di ristrutturazione per ridurre i costi di 90mila euro, proposto dall'azienda al Comune di Cascina (proprietario del teatro) e approvato dal consiglio comunale. Uno di questi posti, quello del direttore tecnico Giuliano De Martini, è già stato tagliato. Prossimamente, secondo le intenzioni della Fondazione, dovrebbe toccare alle due addette alle pulizie, le cui mansioni saranno prese da una ditta esterna. "Il problema qui è che la situazione viene gestita in maniera arbitraria - spiega Federico Giusti dei Cobas - mentre noi chiediamo solo buon senso per trovare una soluzione utile a salvaguardare l'occupazione e dare un futuro a questa realtà". Dal canto suo, invece, Betti fa leva sulla necessità di risanare un contesto economico pregresso disastrato e dal futuro incerto. Dal 2008 al 2013, infatti, il teatro cascinese ha accumulato un debito di 688mila euro, obbligando l'attuale gestione a chiedere un finanziamento di 600mila euro e di tagliare i costi, appunto, di 90mila euro per il 2015, dopo aver chiuso il 2014 con un piccolo attivo. "È vero che abbiamo ricevuto un grosso contributo dal ministero - dice Betti - ma abbiamo perso i 74mila euro che ci ha dato la Provincia fino al 2012 e i 150mila euro del Comune di San Giuliano che dal 2012 sono diventati 60mila e che da quest'anno sono azzerati. Contiamo sul contributo del Comune di Cascina di 260mila euro, ma ancora non sappiamo quanto sarà quello della Regione".

Andreas Quirici

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