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Pontedera

dai nuovi orti del fermi

Studenti agricoltori dalla scuola ai mercatini biologici

Studenti agricoltori dalla scuola ai mercatini biologici

PONTEDERA. Dai banchi di scuola all'orto. Dalle classi ai mercatini. Fino ad arrivare alla vendita vera e propria di quello che si è seminato e studiato. Comincia a prendere corpo il progetto degli...

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PONTEDERA. Dai banchi di scuola all'orto. Dalle classi ai mercatini. Fino ad arrivare alla vendita vera e propria di quello che si è seminato e studiato. Comincia a prendere corpo il progetto degli studenti-coltivatori di Pontedera: i terreni ci sono, nel quartiere de La Bianca. Un ettaro e mezzo tutto da inventare, basta che "bio". E pure l'aula laboratorio dove appoggiarsi è già assegnata all'istituto commerciale Fermi.

«Per i nostri ragazzi del triennio sarà una bella novità», esordisce la dirigente scolastica Cristina Cosci che con questo passo avanti mette un ulteriore mattoncino per valorizzare il neo indirizzo di agraria, agroalimentare e agroindustria partito due anni fa nella "sua" scuola.

Un ramo che sta catalizzando tanti iscritti da tutta la provincia di Pisa, raccogliendo forse una vocazione territoriale innata. «Vedo che il territorio sta rispondendo bene e abbiamo tante iscrizioni anche da fuori», continua.

Nella sede dell'ex comunità terapeutica per tossicodipendenti de La Bianca trovano spazi le aree destinate all'istituto Fermi.

«Questi spazi saranno utilizzati dai ragazzi del triennio«. Qui coltiveranno: impareranno a seminare, tutte le tecniche insegnate sui banchi di scuola saranno messe in pratica. In altre parole metteranno veramente in pratica quello che studiano.

E che se ne farà la scuola del raccolto? L'idea c'è. Ed è ben definita. «Prenderemo contatti con i gruppi di acquisto solidale della zona, e sicuramente con i mercatini di filiera corta: i proventi che ne deriveranno saranno reinvestiti nella scuola>, aggiunge Cosci. Che sottolinea: .«Il nostro intento è quello di formare operatori che sappiano agire in un ambito fondamentale per la nostra economia, ma rispettando quei cambiamenti dei tempi che anche in agricoltura, caratterizzano il lavoro quotidiano».

Cosci sgombra il campo: vendere i prodotti non vuol dire ricercare fondi per la scuola. «Ci tengo a precisare che la Buona Scuola, finalmente, prevede un aumento statale nelle assegnazioni di fondi alle scuole: dopo anni di sofferenze infinite forse torneremo un pochino a respirare». La preside avvisa che eventuali entrate leggermente maggiori da parte dello Stato non cancelleranno il cosiddetto contributo volontario che il Fermi chiede a ogni studente. «Si tratta di 80 euro all'anno - dice - Si tratta di una cifra irrisoria segnale unico di una compartecipazione alle numerose attività che la scuola garantisce e che senza quei soldi non riusciremmo a fare». (f.s.)

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