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Borse di studio per chi vorrà studiare all’estero

CASTELFRANCO. I requisiti sono semplici: aver ottenuto la votazione di 100 centesimi alla maturità ed essere pronti ad andare all’estero per approfondire una lingua straniera. In cambio, il Comune di...

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CASTELFRANCO. I requisiti sono semplici: aver ottenuto la votazione di 100 centesimi alla maturità ed essere pronti ad andare all’estero per approfondire una lingua straniera. In cambio, il Comune di Castelfranco è pronto a mettere a disposizione una borsa di studio fino a un massimo di 1000 euro a studente.

È quanto prevede un bando aperto dall’amministrazione comunale per premiare i ragazzi più meritevoli residenti entro i confini del proprio territorio. Sul piatto ci sono 5mila euro che verranno ripartiti in base alle richieste che arriveranno. Per partecipare, come detto, è necessario avere la residenza nel comune di Castelfranco, essersi diplomati col massimo dei voti, non essere stati respinti nei due anni scolastici precedenti, e insieme indicare un corso di studio all’estero al quale si vuol partecipare per approfondire una qualunque lingua straniera. Il punteggio per l’assegnazione della borsa di studio sarà determinato in base all’Isee: 1000 euro per Isee inferiori a 15mila euro di reddito, 900 fra 15mila e 30mila e 700 oltre i 30mila. «Era un impegno del mio programma - ricorda il sindaco Gabriele Toti - L’idea è quella di premiare i ragazzi che si sono distinti, offrendo l’opportunità di un viaggio-studio all’estero come momento di arricchimento culturale e di esperienza. L’idea di aprire un bando nasce anche dalla particolarità geografica del nostro territorio, dove gli studenti sono dispersi in un raggio di scuole superiori che va da Pisa fino alla Valdinievole».

La borsa di studio, inaugurata da quest’anno in via sperimentale, sarà dedicata in futuro al nome di un europeista moderno. «In un momento in cui vediamo crescere i muri del nazionalismo e dell’incomprensione - afferma l’assessore Giulio Nardinelli - noi proviamo ad investire sui giovani e sulla formazione che rappresentano gli strumenti per abbattere questi muri. Fare un’esperienza di studio all’estero, oltre a potenziare la lingua, significa anche uscire fuori dagli steccati in cui spesso ci includiamo».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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