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San Miniato, ospedale da difendere con i denti

San Miniato, ospedale da difendere con i denti

Il sindaco Gabbanini alla Festa dell’Unità ha parlato anche della Casa della Salute A fine mese in consiglio comunale l’approvazione del regolamento urbanistico

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SAN MINIATO. La disputa sulla collocazione sanitaria sta tenendo in scacco l’Unione dei Comuni del Valdarno. Disputa che al momento non sembra offrire vie d’uscita indolori se è vero che alcuni Comuni (Montopoli ma in parte anche Castelfranco) avrebbero posto come condizione, per proseguire assieme, proprio l’adesione del comprensorio alla nascente grande Asl pisana piuttosto che a quella fiorentina. A rivelarlo il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, nel corso del dibattito alla Festa dell’Unità, dedicato all’attività del primo anno di mandato. Ospiti dell’incontro le due liste collegate che l’avevano sostenuto alle elezioni del 2014: i Riformisti per San Miniato e #sanminiatoviva, rappresentate rispettivamente da Simone Telleschi e da Paolo Gelli.

Unione e sanità. Alla domanda, inevitabile, sui motivi dell’evidente stop del progetto dell’Unione, il sindaco ha spiegato che «a complicare il quadro è stata anche la riforma regionale della sanità».«Purtroppo – ha detto Gabbanini – alcuni Comuni hanno posto una sorta di aut aut mettendo in discussione l’Unione. E questo non è giusto, perché il nostro territorio può far valere il suo peso solo se unito». Il sindaco ha quindi ribadito la propria posizione: «Quello della collocazione è un tema che non ci interessa – ha detto – Piuttosto ci preme mantenere il livello dei servizi, perché non dimentichiamo che la riforma nasce da un taglio di 400 milioni di euro. Inutile girarci intorno: qualche problema lo creerà e noi vogliamo evitarlo».

I servizi da difendere. «Ci preoccupa a esempio il futuro dell’ospedale di San Miniato, che in passato ha già pagato tanto – ha proseguito il primo cittadino – Vogliamo che il centro di riabilitazione sia mantenuto e potenziato». Da capire, poi, anche quale sarà la sorte della cosiddetta Casa della Salute progettata a Ponte a Egola dall’ormai ex Asl 11: «Un progetto su cui puntiamo – ha risposto il sindaco – forti di un protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione. È un investimento da 3,5 milioni per creare un centro polivalente a servizio di tutto il Valdarno».

Il regolamento urbanistico. La città della Rocca, intanto, si appresta a un passaggio fondamentale: l’approvazione del regolamento urbanistico adottato a marzo 2014 e che arriverà in approvazione, dopo una serie di rinvii, nel consiglio comunale del 31 luglio. Sparisce rispetto alla prima versione la contestata previsione di una nuova area commerciale a San Miniato Basso, mentre rimane il grande magazzino della catena Penny Market a San Donato, tra la ferrovia e la Bretella del Cuoio.

«Un progetto da 100 posti di lavoro», ha detto il sindaco, sottolineando che il nuovo regolamento «rispetta tutte le linee guida della Regione: abbiamo tagliato le previsioni artigianali, residenziali e commerciali – ha proseguito – ricevendo apprezzamenti da tutti gli organi competenti».

L’uscita dal project. Fra i grandi temi per il futuro, infine, il delicato nodo relativo all’uscita dal project financing del 2005 col Consorzio Etruria. È notizia di pochi mesi fa la decisione del privato di portare il Comune di fronte al collegio arbitrale: «Credo che il collegio sarà composto a settembre – ha risposto Gabbanini – dopodiché avrà un anno di tempo per decidere chi ha ragione».

Giacomo Pelfer

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