La manifestazione
L’alabastro è vivo: il grido della piazza
VOLTERRA. L’alabastro non è morto. Lo gridano, sotto voce, intenti a lavorare tutti i mastri alabastrai in piazza. Sono loro i protagonisti. Sono le loro, quelle Orme bianche che affascinano e...
VOLTERRA. L’alabastro non è morto. Lo gridano, sotto voce, intenti a lavorare tutti i mastri alabastrai in piazza. Sono loro i protagonisti. Sono le loro, quelle Orme bianche che affascinano e incuriosiscono le decine e decine di turisti. «Ci siamo resi conto che molta gente ha la convinzione che non esista più il vero lavoro artigianale», commenta Silvia Provvedi, professione alabastraia. «Il nostro settore è per lo più solo ed esclusivamente manuale, dimostrarlo in piazza è stata la prova per molti che l'alabastro non è morto. La produzione nei negozi troppo seriale e fittizia non rende credibile la nostra manualità e il valore che c'è in essa». LA giornata organizzata dal Comune non è commerciale. Non si vende, si dimostra. E non manca il pranzo dell'alabastraio agli artigiani. Come nella migliore tradizione, zuppa, cipolle trippa e vino, nel classico fiasco impagliato. «E’ una dimostrazione di cosa sia in effetti il mondo dell'alabastro, che non è solo fonte di lavoro, ma soprattutto uno stile di vita – soddisfazione unanime quella di Stefano e Mario Simoncini, Elio Bavoni, Mauro Gregoretti, Giuseppe Famiglietti - sigillata dalla graditissima sorpresa da parte dell'amministrazione comunale: di fornire un pranzo dell'alabastraio a noi artigiani». Chiude l’assessore Gianni Baruffa: «Orme bianche sono le impronte lasciate dagli alabastrai all'uscita delle botteghe . Oggi in piazza si sono presentati sei soci, in tutti sono ventisei, della Cooperativa Artieri dell'alabastro. Fra questi anche due giovanissimi ed è da loro che deve ripartire questa tradizione. Una manifestazione che ha incantato i turisti e riacceso tanti ricordi nei volterrani più anziani».
Leonardo Dell’Aiuto
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