Attenzione
Integrazione, il percorso parte tra polemiche
Il progetto del Comune illustrato ai cittadini: ma nessuna delle comunità straniere s’è presentata
CASTELFRANCO. Inizio in salita ma dalle buone intenzioni quello del processo partecipativo per la costituzione del Forum per l'Integrazione del Centro Storico. Presenti alcuni residenti del centro. Assenti, senza che questo non scatenasse malumori, i cittadini stranieri, che dovranno essere coinvolti già dai prossimi incontri. A presentare il processo, col sindaco Gabriele Toti e l'assessore a partecipazione e centro storico Giulio Nardinelli, anche i rappresentanti della Simurg Ricerche, l'azienda specializzata nella gestione di questi processi.Scopo: coinvolgere rappresentanze straniere e cittadini residenti nel centro al fine di dare vita ad un forum permanente, organo consultivo dell'amministrazione con regole, caratteristiche e funzionalità ancora tutte da delineare collettivamente. La presenza degli stranieri nel centro storico castelfranchese, seppur lontana dai livelli di comuni vicini come Santa Croce, ha numeri importanti: 39% di stranieri (su tutto il comune è del 12%, in Toscana sfiora il 10%). Livelli che negli ultimi anni si sono accompagnati a fisiologiche situazioni di conflitto. «Ciò che vogliamo fare con questo processo è dare un ulteriore strumento per gestire attivamente la vita del centro storico – ha spiegato l'assessore Nardinelli. – Sviluppando le spinte migliori e favorendo uno scambio proficuo fra le diverse culture, mitigando conflitti ed reciproci pregiudizi. Oggi italiani e stranieri si parlano poco ed anche le varie comunità nazionali non hanno a che fare le une con le altre». Il processo, che partirà a settembre, si svilupperà in 5 incontri a partecipazione libera: uno dedicato ai residenti italiani, uno agli stranieri, uno di donne italiane e straniere, uno di giovani italiani e stranieri e, infine, uno collettivo dal quale emergerà il regolamento del forum. A monitorare tutto, oltre a comitato di garanzia, anche un gruppo tecnico. Non sono mancate diffidenze in platea. «Loro non ci sono stasera, questo dice tutto», «perché mai dovremmo andarli a cercare?» e ancora «non si vogliono integrare», «in questi anni gli si è concesso tutto». Parole affiancate anche da timidi segnali di speranza, con un occhio ad esperienze di successo come quelle di Pontedera, ma anche a diffidenze dovute conflitti esacerbati come quello all'Orto di San Matteo. «Sono anni che denunciamo i disagi di quella zona – ha dichiarato Lucia Valori, presente per la Croce Rossa e in qualità di residente. – Schiamazzi, sporcizia e anche minacce, macchine danneggiate e quant'altro». Si aprano i lavori.
Nilo Di Modica
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