Il Tirreno

Pontedera

BUONA SCUOLA?

Studenti come migranti

di Francesca Suggi
Studenti come migranti

Pontedera, carenza cronica di spazi. C’è chi trasforma i laboratori in aule

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PONTEDERA. Sembra un maxi Tetris scolastico. Un gioco di incastri dove a rimetterci è l’intero mondo della scuola. Da una parte gli studenti che per mancanza di spazi sono costretti a trasformarsi in migranti e a girare per aule e strutture diverse. Dall’altra i prof. che ogni anni fanno l’orario scolastico con sempre maggiori difficoltà, proprio per scovare “l’incastro” giusto e garantire classi e lezioni.

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«Quest’anno avremo una prima in più e da dodici classi passiamo a tredici: trovare spazio per tutti non sarà facile se la Provincia non ci ripristina il piano terreno inutilizzabile dallo scorso anno perché allagato», esordisce il dirigente scolastico dell’istituto commerciale Fermi, Cristina Cosci. La preside è contenta dell’appeal del suo istituto, ma ci sono diversi problemi da risolvere. Undici le classi off limit al piano terra. «Per ovviare al problema abbiamo trasformato i laboratori di scienze, agraria e la sala multimediale in classi e abbiamo dovuto riappropriarci dell’area concessa al liceo Montale – va nello specifico – A settembre confidiamo nella fine dei lavori da parte della Provincia e nel ripristino degli spazi, altrimenti non sapremo come fare: abbiamo sette aule in più in totale, rispetto allo scorso anno». Dalla sua la Provincia garantisce il ripristino della parte di struttura inutlizzabile per settembre.

«Abbiamo necessità di ripristinare i laboratori, soprattutto quello di agraria, dal momento che questo indirizzo lo stanno scegliendo in tanti studenti e ci stiamo investendo con migliorie e progetti in arrivo», chiude. Ecco che Cosci svela alcune delle novità in arrivo. «I ragazzi del triennio dell’indirizzo di agraria potranno usufruire di una classe e di un terreno di un ettaro e mezzo nella zona de La Bianca», racconta. Qui, infatti, dell'ex nella sede dell’ex comunità terapeutica per tossicodipendenti sarà ricavata una classe destinata al Fermi. «I ragazzi potranno appoggiarsi a questa aula e sul terreno di circa un ettaro e mezzo mettere in pratica quello che studiano».

Studenti come migranti anche all’istituto tecnico Itis Marconi. Qui nel giro di pochi anni gli iscritti sono raddoppiati. «Questa scuola era fatta per contenere circa 600 alunni, oggi ne abbiamo 1100: non sappiamo più come inventare gli spazi», commentano dalla segreteria. Delle 43 classi del 2014, oggi ne abbiamo 46. Segno più. «Fare l’orario scolastico è sempre un rompicapo – continuano dalla scuola – Su un aula ci girano tante classi diverse, anche grazie al fatto che abbiamo i laboratori. In alcuni di essi abbiamo messo dei banchi per fare lezione, per fortuna che le nostre officine sono molto grandi». Dati super positivi anche per il professionale Ipsia, con le classi prime che salgono a sette con 190 matricole che a settembre faranno il debutto in via Salcioli.

«L’indirizzo socio sanitario continua ad andare bene da quando lo abbiamo istituito, ma il problema degli spazi è cronico e si pone ogni anno», spiega Emanuela Sciacca Banchi, collaboratore vicario.

L’addetta va nei dettagli: «Il nostro istituo lo scorso anno aveva “prestato” quattro aule all’istituto tecnico Marconi, ma quest’anno tre tornano a noi e poi ci attrezzeremo con la turnazione nelle classi, altrimenti non sappiamo come fare», continua. Le aule si “prestano”: c’è chi le dà e chi le prende in consegna provvisoria. In tutto questo gioco ad incastri, gli studenti migrano. Ogni giorno, con non pochi mugugni da parte delle stesse famiglie.

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