Il dolore
I vertici Smith rispondono ai Cinquestelle
SALINE DI VOLTERRA. «Nessuno più di me conosce le competenze e il valore delle persone che lavorano nella fabbrica di Saline di Volterra». Comincia così la lettera firmata da Malcolm Theobald,...
SALINE DI VOLTERRA. «Nessuno più di me conosce le competenze e il valore delle persone che lavorano nella fabbrica di Saline di Volterra». Comincia così la lettera firmata da Malcolm Theobald, presidente della Smith Bits in risposta alla senatrice del Movimento 5 Stelle che alcune settimane fa aveva scritto a Paal Kibsgaard, presidente e ad di Schlumberge invitandolo a un incontro in Toscana.
Un segnale cordiale ed educato, come nella migliore tradizione del politicaly correct. Ma che non lancia aperture ulteriori alle speranze dei lavoratori rimasti esclusi dai piani produttivi dell’azienda. Nel testo, postato su Facebook dalla parlamentare grillina, si legge che l’azienda ha presentato un piano industriale che cancella la messa in mobilità. Theobald ha ricordato i tagli effettuati a livello globale dalla sua compagnia, «perché ci confrontiamo in una competizione globale in un settore, quello dell’oil & gas, che è stato colpito da una profonda depressione, di cui non si conosce la durata. Ed è nostra responsabilità creare business plan che rispecchino le necessità di questa fase di crisi».
Il presidente di Smith ha assicurato di aver lavorato per garantire l’apertura della fabbrica di Saline, coinvolgendo sindacati e istituzioni, «ringraziando le persone che hanno reso possibile questo accordo. Abbiamo intrapreso un dialogo con i rappresentanti dei lavoratori che ci ha permesso di ottenere le migliori soluzioni per limitare il più possibile l’impatto di questo piano sui lavoratori, le loro famiglie e la comunità della Valdicecina».
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