Il Tirreno

Pontedera

Quei cassonetti all’incrocio

di Francesca Suggi
Quei cassonetti all’incrocio

Sale la protesta a Cenaia: riducono la visuale, sono un pericolo costante

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CRESPINA LORENZANA. Non hanno le gambe, ma in qualche modo si spostano. E adesso sono arrivati ad un metro dal marciapiede rendendo la vita impossibile a chi si ritrova a girare con l'auto a quell'incrocio. Qui Cenaia: i quattro cassonetti piazzati in via Verdi, proprio sulla strada, da tempo si sono trasformati in un incubo per centauri e automobilisti che da via Mascagni devono svoltare. La visuale è ridotta e procedere diventa un salto nel buio, col rischio di immettersi troppo e ritrovarsi, per esempio, a tagliare la strada allo scooter di turno.

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«Sette anni fa facemmo una prima raccolta firme da parte degli abitanti di via Verdi per chiedere l’arretramento di questi bidoni, ma niente è cambiato, ci hanno liquidato con un sacco di discorsi. Oggi è veramente diventata una situazione di pericolo costante che si aggrava sempre più, dal momento che ogni volta che vengono scaricati dalla ditta, poi sono riposizionati sempre un pochino più avanti, per strada», lamenta a nome del quartiere Luciano Panicucci, che vive in via Verdi da tanti anni. Basta un occhio: i quattro bidoni sono posizionati sul manto stradale. E da quando "camminano” perché non correttamente ripristinati dall'azienda Geofor una volta scaricati, sicuramente qualche disagio in più lo creano e girare diventa veramente un'impresa. Che mette a rischio la pubblica sicurezza. Tempo fa un piccolo incidente è capitato anche a lui. «Per fortuna non è successo niente, è capitato con una bicicletta, ma tutti andavamo piano, consapevoli del pericolo - continua - Anni fa, invece, una ragazza in motorino si fece male».

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Panicucci fa notare che dietro ai cassonetti della discordia c'è un'area pubblica. «Crediamo che il Comune potrebbe arretrarli senza problemi, perché l'area è sua: c'è in ballo la sicurezza dei cittadini, non si è aspettato abbastanza? Perché tutta questa attesa per una manovra che serve solo a tutelare l'incolumità delle persone e di chiunque passa da qui? Dispiace dirlo ma se non si interviene, prima o poi succederà qualcosa di grave» Dal canto suo, il sindaco di Crespina Lorenzana, Thomas D'Addona dice di non aver mai ricevuto, personalmente, alcuna lamentela. «Capisco la situazione e sicuramente chiederemo a Geofor di rispettare rigorosamente la posizione che i cassonetti hanno, senza farli camminare in avanti le volte che li scaricano dall'immondizia», ribatte prontamente. E’ consapevole che la posizione non è delle più felici, quindi se pure i bidoni vengono spostati piano piano sempre più avanti, la situazione diventa insostenibile. Su un eventuale arretramento dei cassonetti la risposta è no. «Tutti i cassonetti spariranno già nel 2016 con l'introduzione anche nel nostro comune del sistema di raccolta "porta a porta". Le due aziende geofor e Rea stanno predisponendo il piano, cerchiamo di capire quale sia il più vantaggioso e poi anche noi ci adegueremo ai territori vicini. In questo modo diremo finalmente basta alla migrazione dei rifiuti degli altri comuni da noi», aggiunge e cala una novità in arrivo, rispetto alla viabilità. «A breve introdurremo proprio su quel tratto di strada un senso unico che ridurrà di tanto o addirittura annullerà il problema», chiude il sindaco D’Addona.

 

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