La guerra delle aule Montale, i genitori scrivono al dirigente
I loro figli sono stati costretti a emigrare in altri istituti «Se non ci sarà soluzione, non li manderemo a scuola»
PONTEDERA. Studenti costretti a emigrare. A muoversi, per avere, a rotazione, il posto dove fare lezioni. I disagi che sono stati vissuti negli ultimi mesi dagli alunni delle superiori pontederesi, tornano a galla. I rappresentanti dei genitori degli alunni che frequentano l'istituto statale "Montale" di Pontedera (istituto che comprende tre indirizzi: liceo linguistico, liceo delle scienze umane e liceo economico sociale, hanno affidato a una lettera, indirizzata al dirigente scolastico le loro preoccupazioni. Anzi, fanno di più: danno anche delle indicazioni su come superare l’impasse. Ma con un’avvertenza: «Non saremo assolutamente intenzionati a far iniziare ai nostri figli il nuovo anno scolastico nelle condizioni che si sono presentate quest'anno. L'istituto Montale da diversi anni registra un numero di iscrizioni in crescita – scrivono – anche nel prossimo anno scolastico è ipotizzato un aumento di circa 30 unità. Ma a tale incremento non corrisponde un adeguato aumento degli spazi».
Da anni le aule della sede centrale e della sede del liceo linguistico non sono più sufficienti e «i nostri ragazzi – spiegano i genitori – si sono spesso ritrovati a dover cambiare sede scolastica: classi "ospitate" nella sede del Fermi, classi che, a rotazione, vengono trasferite dalla sede del Linguistico, dislocata in tutt'altra zona di Pontedera, fuori dal polo scolastico, alla sede centrale dell'istituto. In questo anno scolastico, addirittura, trascorso un breve periodo dall'inizio delle lezioni, le classi "ospitate" al Fermi sono state dirottate in un'ala del “XXV Aprile”, il liceo scientifico e, poco dopo, tre classi sono state spostate nella sede del liceo classico». L'anno scolastico che si è appena concluso, ha visto il Montale dislocato su quattro plessi. «È superfluo evidenziare i disagi che tale organizzazione ha comportato: ragazzi che, come "pacchi postali", vengono spediti in base a esigenze contingenti, docenti che al cambio dell'ora "girano" per il polo scolastico e non solo, collaboratori scolastici insufficienti», denunciano i genitori.
La gestione organizzativa dell'anno scolastico concluso «è da considerare solo un'emergenza e non è riproponibile per il prossimo anno scolastico e per gli anni futuri, come pure è impensabile che le classi ruotino da un'aula all'altra nell'arco della mattinata. E questo in primis perché il nostro Istituto accoglie più di 50 ragazzi disabili che, proprio perché tali, hanno maggior bisogno di stabilità e sicurezza, di ambienti adeguatamente strutturati affinchè le loro diverse abilità possano veramente essere esplicate. Abbiamo constatato, purtroppo, che il sano principio "dare a chi ha più bisogno" è ormai cancellato dalla mente dei nostri amministratori, lasciando invece spazio a scelte che continuano a penalizzare sempre gli stessa. In attesa della costruzione di un nuovo edificio, che forse resterà un'utopia, è indispensabile rivedere l'attuale dislocazione degli Istituti Superiori di Pontedera e fare i relativi "spostamenti", finalizzati a rispondere alle esigenze di tutti. Una possibile soluzione, ad esempio, potrebbe essere il trasferimento delle classi del Classico nell'ala dello Scientifico XXV Aprile, che è lo stesso Istituto e potrebbe, con opportuni accorgimenti, contenerle tutte. Così la sede del Liceo classico potrebbe essere concessa al Montale, che è dislocato di fronte.
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