Italia
La battagliera Daniela: «La prima a protestare»
PONTEDERA. «Le proteste sono legittime, per carità, ma devono essere pacifiche. Non condividiamo gli estremismi e una bandiera, come quella “No Tav”, che rappresenta anche chi commette violenze...
PONTEDERA. «Le proteste sono legittime, per carità, ma devono essere pacifiche. Non condividiamo gli estremismi e una bandiera, come quella “No Tav”, che rappresenta anche chi commette violenze durante le proteste non può stare dentro un circolo Arci». Daniela Fiaschi, pensionata, non nasconde di essere rimasta molto sorpresa quando un pomeriggio di giugno, era un lunedì di quasi un mese fa, è entrata nel circolo Arci “Il Botteghino” a La Rotta e ha trovato due bandiere, quella di Cuba e quella dei “No Tav”. Per prima cosa la donna ha chiesto chi avesse portato quelle bandiere. Poi si è lasciata scappare che quasi quasi quella “No Tav” l’avrebbe tolta volentieri con le sue mani. Infine, lei che è sempre pronta a farsi interprete dei problemi della frazione, ha cominciato a parlarne con altri soci del circolo. E ha scoperto di non essere l'unica a pensarla così. In poco tempo si è formato un estemporaneo comitato di cittadini, pronti a spendersi per dire no ad ogni forma di estremismo, a proteste che non siano più che pacifiche.
«Se portiamo nel circolo la bandiera "No Tav" allora ci possiamo mettere anche quella di chi protesta contro la malasanità, oppure per una strada rotta o per chissà quale disservizio. Ma di cosa parliamo? Non mi sembra giusto. E poi in tutti questi anni all'interno del circolo a nessuno è venuto in mente di esporre una bandiera, nemmeno quella della pace, per esempio. Per cui, secondo me, non ci deve stare neppure quella "No Tav" anche se piace ai giovani che prenderanno in gestione il circolo». Nella terra dei campanilismi non ci si può certo meravigliare se a dividere i consensi è una semplice bandiera. E così questo resterà l’argomento dell’estate. Intanto la battagliera Daniela ricorda l'impegno del defunto marito, sia come segretario che come volontario del circolo. Anche se ora qualcuno la guarda storta, lei non si nasconde. E non lo fanno nemmeno gli altri soci che quando il presidente, Sergio Capecchi, ha sposato le idee dei giovani dispensieri approvando la bandiera "No Tav", hanno chiesto un'assemblea dei soci per fare il punto sulla vicenda. Ieri al circolo non si è parlato d'altro. La partita a carte del primo pomeriggio è stata animata dalla lettura del giornale e da una serie di commenti. Alla fine i più ritengono che prima di mettere la bandiera all'interno del circolo presidente e gestori avrebbero dovuto sentire il parere dei soci. «Questi ragazzi che si occupano del bar e prenderanno in gestione il circolo si danno parecchio da fare – spiega Daniela – ma i clienti non vogliono che sia cambiata l'anima del circolo stesso, aperto a tutti in maniera democratica. Questi ragazzi sono stati a protestare in Val di Susa ma quelli come me che hanno chiesto di mettere in discussione la presenza della bandiera evidentemente sono lontani dalle posizioni estremiste di chi protesta contro la linea ferroviaria in maniera violenta».(s.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
