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Il Tar boccia l’aumento delle tariffe all’asilo nido

di Andreas Quirici

PECCIOLI. È da annullare la delibera con cui il Comune di Peccioli ha aumentato le rette scolastiche per i bambini non residenti nel territorio pecciolese dell’asilo Staccia Buratta. Lo ha deciso il...

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PECCIOLI. È da annullare la delibera con cui il Comune di Peccioli ha aumentato le rette scolastiche per i bambini non residenti nel territorio pecciolese dell’asilo Staccia Buratta.

Lo ha deciso il Tribunale amministrativo regionale (il Tar) accogliendo una delle quattro motivazioni contenute nel ricorso presentato da 35 famiglie colpite dal provvedimento che, ad anno scolastico in corso, aveva deciso la maggiorazione dei costi. Una decisione che mirava a ricavare risorse economiche utilizzabili nel bilancio dell’amministrazione del sindaco Renzo Macelloni. Nella sentenza, datata 13 luglio, si legge anche che il Comune dovrà pagare tremila euro di spese processuali. L’annullamento della delibera comunale è stato causato proprio dal fatto che le rette erano state cambiate ad anno scolastico in corso. «Le domande di ammissione – si legge nella sentenza – sono state formulate dai genitori facendo affidamento sui dati risultanti al momento dell’iscrizione». Semmai, l’aumento avrebbe dovuto aver effetto «nell’anno scolastico successivo scolastico successivo a quello in corso al momento della deliberazione tariffaria».

Parole che lasciano pochi dubbi sulla vicenda e che apriranno le porte a «eventuali richieste di rimborsi da parte delle famiglie al Comune per i costi maggiorati delle rette per i mesi di gennaio, febbraio e marzo», come spiegato dall’avvocato Elisa Vannucci Zauli, legale delle 35 famiglie che hanno presentato il ricorso al Tar. L’aumento, infatti, è stato messo in pratica per i soli primi tre mesi di quest’anno, perché successivamente è entrata in vigore la sospensiva dello stesso Tribunale amministrativo regionale in attesa della sentenza dell’altro giorno. Il caso dello Staccia Buratta rischiava, però, di mettere in dubbio il sistema delle tariffe dei servizi a domanda individuale in base alle fasce Isee, visto che proprio questo argomento era stato inserito tra i quattro motivi del ricorso («Sono riservate all’accesso ai servizi sociali o assistenziali e non all’asilo nido»). Il Tar, però, non ha accolto questa motivazione evitando di creare un precedente che avrebbe messo in discussione un meccanismo usato da tantissime amministrazioni pubbliche.

Le famiglie dei bambini che non abitano a Peccioli, ma che usufruiscono del servizio dell’asilo nido in questione, possono quindi cantare vittoria dopo una lunga battaglia contro l’amministrazione portata avanti da 35 genitori e che avrà ripercussioni positive anche per chi non ha partecipato alla presentazione del ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

Nessun commento, invece, da parte del sindaco Renzo Macelloni. «Non sapevo nemmeno che fosse stata emessa – ha detto – e non posso parlare di qualcosa che non conosco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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