Sicurezza
Chiesto il rinvio a giudizio per il geometra Restivo
Cascina, nell’inchiesta uscita di scena la vigilessa inizialmente finita sotto indagine. Per la Procura la concussione si è concretizzata con un tecnico comunale
CASCINA. Il reato ipotizzato inizialmente di concussione resta in piedi solo per la tangente pagata al geometra Gaetano Restivo da un cittadino che aveva denunciato il professionista alla guardia di finanza, poi intervenuta al momento della presunta tangente da diecimila euro. Per gli altri episodi su cui la Procura ha indagato l’accusa rivolta a Restivo si configura in un reato meno grave della concussione quale è quello del millantato credito. Ora il pm Giovanni Porpora ha chiesto per Restivo, 48 anni, di Cascina, il rinvio a giudizio.
Il professionista, che ha uno studio privato in via Tosco Romagnola, venne accusato di concussione in concorso con un tecnico del Comune di Cascina e una agente della polizia municipale, per un abuso edilizio a San Lorenzo alle Corti. Secondo le accuse, che oggi in parte si sono modificate e la vigilessa risulta uscita dalla scena dell’inchiesta, Restivo avrebbe "convinto il tecnico e la vigilessa a non vedere, durante il sopralluogo, un edificio di 90 metri quadrati e altri abusi.
A distanza di mesi il reato di concussione resterebbe in piedi solo per la parte che riguarda un presunto coinvolgimento del tecnico comunale, il geometra Piero Tani il quale però ha sempre respinto ogni accusa.
Nel maggio 2014 il professionista, difeso dall’avvocato Luca Poldaretti, venne arrestato dopo che aveva intascato la seconda, da un cittadino di San Lorenzo alle Corti. Una prima mazzetta, 12mila euro gli era stata consegnata un anno prima. Doveva servire per "aiutare" il personale del Comune, così aveva detto Restivo, a "non vedere" una casa in legno di 90 metri quadri in una zona dove non avrebbe potuto essere realizzata. Senza mai rivelare i nomi dei funzionari che gli avrebbero dato una mano in Comune Restivo aveva chiesto altri soldi: ignorava che il cittadino stava registrando la loro conversazione, pronto a fornire il tutto alla guardia di finanza.
Per mesi si è parlato di abusi e di altre situazioni di illeciti compiuti dallo stesso geometra. Ora però l’indagine sembra che sia più circoscritta di quello che era stato ipotizzato in un primo momento.
Per quanto riguarda gli altri casi, denunciati da altri cittadini, le lunghe indagini, con intercettazioni telefoniche e verifiche di una serie di atti, non hanno portato ad individuare i pubblici ufficiali, cioè i dipendenti pubblici, che avrebbero beneficiato delle presunte tangenti che il geometra avrebbe loro proposto per sanare abusi edilizi o per facilitare pratiche edilizie.
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