Il Tirreno

Pontedera

Una strada di nome “L’Immensità”, scontro Don Backy-Deidda

di Luciano Gianfranceschi
Una strada di nome “L’Immensità”, scontro Don Backy-Deidda

Il cantante si arrabbia con il sindaco perché non gli ha risposto alla lettera di proposta. Il primo cittadino: «Non dipende da me»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Nessuno è profeta in patria. E Aldo Caponi, ovvero il grande cantautore santacrocese Don Backy, si rammarica per aver fatto una proposta al sindaco Giulia Deidda, dalla quele però non ha avuto risposta. In che cosa consisteva? Di una memoria che avrebbe dato lustro anche a Santa Croce. Ma artisti e politici vivono in mondi e in tempi diversi. Comunque la storia è questa. Don Backy, molto attaccato al paese dove paga le tasse anche se vive a Roma perché qui ha tuttora la residenza, e in cui si era anche candidato a sindaco con notevole exploit (tre consiglieri comunali, per poi lasciare tutto lo spazio a loro), riassume l’attuale vicenda, molto amaramente, in una lettera così. “Cara Giulia, non ho più avuto notizie su quanto avevamo parlato tempo fa, cioè di assegnare uno spazio da intitolare alla mia canzone “L'Immensità”. Non mi sembrava una richiesta che non potesse essere degnata nemmeno di una risposta, ma evidentemente mi sbagliavo. Con questa mia però voglio farti sapere che - da altre parti (nemo propheta in patria) - hanno addirittura assegnato il mio nome e quello della mia canzone a un pianeta scoperto da una astronoma toscana, di Montelupo, con tanto di attestato della Nasa. Il Comune dovrebbe andarne orgoglioso, ma questo accade solo da altre parti o post-mortem, o quando l'affetto è vero e sincero. Grazie lo stesso e goditi lo spettacolo, che comunque dedico al mio paese. Renderò pubblica questa mail ai quotidiani locali, com'è mio costume fare. Un abbraccio. Aldo”.

Replica il sindaco Giulia Deidda, interpellata: «Ho già detto ad Aldo, che era venuto a trovarmi in municipio con la sorella Annamaria, che sono favorevole all’iniziativa, ma che al momento non ci sono strade nuove da intitolare. E inoltre non è una decisione che può prendere il sindaco, in quanto ogni strada che viene intitolata deve passare al vaglio della prefettura, che pertanto richiede una circostanziata e convincente motivazione. Penso di aver individuato il punto, all’ingresso di Santa Croce sull’Arno. Ma c’è anche il particolare che Aldo non è il solo in lista d’attesa. Cosicché tra le vie nuove da intitolare che non ci sono e la procedura che non compete soltanto al sindaco, come faccio a ipotizzare una data, anche soltanto approssimativamente? È impossibile». Poi il sindaco conclude, ritenendo di aver spento la polemica: «Mi sembrava di essere stata esplicita con Aldo nell’esposizione dell’iter, anche se non gli ho dato una risposta scritta per le ragioni che ho già espresso. La volontà c’è, il resto non dipende soltanto da me».

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