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Studenti da record al liceo classico
Il massimo dei voti (100 e lode) dopo aver ottenuto dal Ministero il permesso per l’esame di Stato pur essendo in quarta
PONTEDERA. Nella sua tesina ha voluto parlare di “Infinito”. Tema più che mai ampio e delicato, che Maria Beatrice Vinci è riuscita a intrappolare all’interno di un albergo. Detto così sembra una pazzia, ma la studentessa dei record di Ponsacco è riuscita a trovare una formula accattivante e originale per rendere il suo lavoro attraente e scorrevole agli occhi e alle orecchie della commissione. Che non a caso ha deciso di premiarla con il massimo dei voti.
«Ho selezionato una serie di personaggi legati in qualche modo al concetto di infinito e li ho idealmente collocati all’interno delle stanze di un albergo. L’esposizione della tesi si è trasformata quindi in un viaggio virtuale nella struttura: dietro ogni porta una storia da scoprire», spiega Maria Beatrice, reduce da un anno di fatiche sui libri. Perché se i suoi compagni di classe del liceo classico hanno dovuto impegnarsi a fondo per guadagnarsi l’ammissione alla classe quinta, lei ha fatto il doppio del lavoro, preparando nel frattempo anche la maturità. «Io e Eric abbiamo inviato il modulo al Ministero per accedere direttamente agli esami consapevoli che sarebbe stata un’impresa riuscire a studiare due programmi didattici in contemporanea. A gennaio più volte ho creduto di non farcela: mi rendevo conto che stavo preparando un esame al quadrato e non ero sicura di avere le forza per riuscirci». Maria Beatrice invece ce l’ha fatta eccome. Ora le meritate vacanze: «Nei prossimi giorni in famiglia arriverà un cane. Non vedo l’ora di prendermi cura di lui. Al mare andrò nel mese di agosto a casa di un’amica». Progetti per il futuro? «Mi prenderò un anno per prepararmi al test di ammissione alla scuola Normale Superiore di Pisa, ma inizierò a dare un’occhiata ai testi già da fine luglio. Lo studio per me non è un peso – chiude la prima della classe nata nel ’97 – perché lo faccio con passione. E poi ho una famiglia fantastica, che mi ha sempre sostenuto».
Con serenità, senza troppe pretese. Consapevole, qualunque fosse stato il voto finale, di aver già tagliato un traguardo incredibile riuscendo a dare l'esame di maturità un anno prima rispetto ai coetanei. Eric Tremolanti, 18enne studente di Perignano, dice di non aver mai sentito il peso delle prove. Sia gli scritti che il "testa a testa" con i professori racconta di averli affrontati senza fasciarsi troppo la testa. Di certo c'è che anche lui, come Maria Beatrice Vinci, compagna di classe al liceo classico XXV Aprile, ha sostenuto un esame praticamente perfetto. Lo indica chiaramente il "100 e lode" che compare accanto al suo nome nei risultati esposti. «Sono emotivo di natura, agli appuntamenti scolastici arrivo sempre con un po' d'ansia. Nel caso della maturità però sono rimasto sorpreso: non ho provato la solita tensione». A cavallo della sua spensieratezza Eric ha divorato il tema di italiano, la versione di latino - «Che era piuttosto difficile da tradurre», spiega - e il famigerato "quizzone". «Mi sono sempre sentito sicuro della mia preparazione, ma non credevo davvero di poter ottenere il massimo voto. Era una speranza, certo, ma senza 100 e lode sarei stato ugualmente felice». Versioni, poeti e scrittori: acqua passata. È tempo di mare e di meritato relax. «Finalmente ho staccato la spina - racconta Eric- ne avevo veramente bisogno. Presto partirò per l'isola d'Elba con alcuni amici e poi starò un paio di settimane al mare con i miei genitori. Con Maria Beatrice vorremmo entrare alla scuola Superiore Normale di Pisa, ma ora voglio pensare esclusivamente a rilassarmi». L'intervista sta per concludersi e Eric ammette: «Nel mio voto c'è anche una percentuale di fortuna: le domande che mi sono state fatte erano per la maggior parte quelle che mi aspettavo. Nello studio, come in ogni cosa, ci vuole anche un pizzico di buona sorte».
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