La manifestazione
Martignoni: «Schlumberger latita»
I vertici di Enel ed Eni aspettano solo la convocazione per partecipare al tavolo ministeriale chiesto dal presidente della Regione, Enrico Rossi, al governo. Mancano solo i rappresentanti di...
I vertici di Enel ed Eni aspettano solo la convocazione per partecipare al tavolo ministeriale chiesto dal presidente della Regione, Enrico Rossi, al governo. Mancano solo i rappresentanti di Schlumberger, la società che controlla Smith Bits. «La multinazionale è stata contattata un paio di volte – racconta il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni (nella foto) –. La risposta è stata che avrebbero comunicato una data utile per il primo incontro. Ma ancora non hanno fatto sapere nulla. Ed è chiaro che anche questa situazione comincia a essere preoccupante. E senza Schlumberger l’operazione si fa nettamente più difficile». Le intenzioni di istituzioni e sindacati era quella di condurre il confronto al tavolo ministeriale parallelamente con quello della trattativa tra sindacati e azienda. «Invece, la trattativa, in pratica non c’è stata – riprende Martignoni – e il progetto di creare un polo per la manutenzione, la logistica e i servizi per il settore energetico sta tardando a concretizzarsi. Credo che non possiamo che essere delusi da come sono andate e stanno andando le cose rispetto alla vertenza di Smith Bits». Il ragionamento del sindaco di Pomarance parte da un presupposto: «Durante l’ultimo appuntamento al Ministero dello sviluppo economico a Roma credevamo di aver ottenuto la possibilità di aprire una trattativa su più fronti. Invece, l’azienda ha negato quasi ogni richiesta. Ha imposto le sue volontà senza concedere possibilità di concertare soluzioni diverse. Il tavolo ministeriale, poi, dovrebbe affrontare la questione di sviluppo in Valdicecina con una prospettiva occupazionale a 360 gradi, mettendo sul piano del confronto ciò che Enel ed Eni, ma anche altri importanti soggetti, potrebbero fare per Schlumberger. Ed è per questo che reputo difficile avviare una discussione senza la multinazionale». Così come sarebbe stato difficile muoversi diversamente in questa vertenza. «Secondo me abbiamo fatto tutto quello che andava fatto – riprende Martignoni –. Alla dirigenza di Smith abbiamo fatto capire che tenevamo all’azienda e che eravamo disposti a tutto pur di non perdere posti di lavoro e una realtà di così grande spessore. Di più credo che non avremmo potuto fare». (a.q.)
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