Sicurezza
Il coraggio di Lea sale sul palco
“Ogni volta che guardi il mare” ripercorre una tragica storia d’amore
SAN MINIATO. «Avvocato, non si preoccupi: finché con me ci sarà mia figlia Denise, non mi accadrà nulla». Disse così al proprio legale, Lea Garofalo, annunciando al legale il suo trasferimento a Milano. Lea Garofalo, testimone di giustizia, vittima di ’Ndrangheta. Due definizioni forse non esaustive, per una donna che ha fatto del coraggio la cifra della propria vita. Nata a Petilla Policastro, in provincia di Crotone, nel 1974 e morta a Milano, il 24 novembre 2009. E Denise, sua figlia, è stata decisiva per ridarle giustizia, dopo la sua morte. La sua testimonianza contro il padre - Carlo Cosco - è stata importantissima ai fini delle indagini.
La figura di questa donna straordinaria diventa teatro a San Miniato, nell’ambito del luglio del Dramma Popolare. In scena domani sera alle 21,30 - prima assoluta nazionale - nel rinnovato auditorium Carismi ci sarà "Ogni volta che guardi il mare". Un lavoro toccante, appunto, sulla figura di Lea Garofalo crudelmente giustiziata per mano della ’Ndrangheta. Un viaggio - frutto della scrittura di Mirella Taranto - nella Calabria dove è nata e ha trascorso i primi anni di vita, diventa l’occasione, per la figlia di Lea, di ripercorrere la sua storia passata accanto alla madre, di rivivere le tappe di un’esistenza segnata dal sangue, da continue fughe, da inaccettabili violenze.
Una grande storia d'amore, di coraggio e di giustizia - quest’anno il tema filo conduttore della Festa del Teatro è la Passione - che vive e rivive in Lea, che decise di testimoniare sulle faide interne tra la sua famiglia e quella del suo ex compagno Carlo Cosco. Le a parlò della "bestia nel cuore" in casa sua. Suo padre era stato ammazzato quando lei aveva nove mesi. Floriano Garofalo - suo fratello - era il boss di Petilla Policastro, ma le sue attività mafiose si estendevano anche in Lombardia, a Milano. Floriano fu assassinato in un agguato nella frazione Pagliarelle di Petilia Policastro l'8 giugno 2005. Nel 2009 toccò a lei, attratta vigliaccamente in un agguato dal suo ex compagno.
In scena una bravissima Federica Carruba Toscano. Scene e costumi sono di Lucrezia Farinella. La regia è di Paolo Triestino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
