Il dolore
Spiragli sulla rotazione della cassa integrazione
VOLTERRA. È un no secco su gran parte della linea quello ricevuto dai sindacati durante l'incontro (il secondo riguardante la trattativa per lo pseudo piano industriale) con la dirigenza di Smith...
VOLTERRA. È un no secco su gran parte della linea quello ricevuto dai sindacati durante l'incontro (il secondo riguardante la trattativa per lo pseudo piano industriale) con la dirigenza di Smith Bits nella sede dell'Unione industriale. Le richieste avanzate dai rappresentanti dei lavoratori (aumento dei 40mila euro lordi per la buonuscita, la concessione dei soldi per lasciare la fabbrica anche per i 78 che rientrano nei piani produttivi e la rotazione della cassa integrazione tra i dipendenti) sono state rifiutate con l'aggiunta di alcuni particolari che il sindacato reputa negativi. Ma che è costretto a valutare per non chiudere la trattativa. Domani, infatti, è in programma un nuovo appuntamento, mentre il 17 luglio ci dovrebbe essere la ratifica dell'accordo in Provincia con l'amministratore delegato, Giuseppe Muzzi.
Dopo la riunione in Confindustria, i sindacalisti sono andati a Saline di Volterra per illustrare il resoconto dell'incontro ai dipendenti. Ma soprattutto a spiegare i già citati dettagli dell'accordo, di fatto, imposto dall'azienda. Intanto, ci sarà una produzione di cinque scalpelli triconici, i famosi Big Bit, realizzata da 41 lavoratori direttamente coinvolti nella realizzazione della merce e 36 cosiddetti indiretti, in cui non rientrano solo gli impiegati ma anche i magazzinieri o gli spedizionieri. Il totale fa 78 lavoratori che cominceranno l'attività dal 25 luglio, giorno entro il quale dovrà essere chiusa la trattativa. Le linee di produzione degli scalpelli piccoli saranno interrotte e fatte rientrare in uno specifico ramo d'azienda che sarà dismesso. Poi verranno chiuse l'attrezzeria, l'affileria, il trattamento termico (che sarà esternalizzato perché si tratta comunque di un'attività fondamentale per la produzione), l'infermeria e la mensa (sostituita da buoni pasto).
A questo si aggiunge che nei 115 che non rientrano più nei piani dell'azienda ci sono anche tre dipendenti, che rientrano nelle categorie protette, addetti alle pulizie dei reparti. Difficile pensare a una evoluzione positiva del confronto.
«L'azienda ci ha detto che penserà ancora alle nostre richieste – ha spiegato Andrea Pagni, membro della Rsu – e può darsi che apra spiragli per la rotazione».
Le parti, intanto, dovrebbero chiudere a 45mila euro lordi per la buonuscita, ma con il denaro a disposizione che diminuirà di 10mila euro ogni trenta giorni per tre mesi. Intanto, rispetto alla convocazione del tavolo ministeriale tra Eni, Enel, Schlumberger e il governo, la senatrice del Movimento 5 Stelle Sara Paglini ha chiesto informazioni al presidente della Regione, Enrico Rossi. «Secondo quanto mi ha detto Paglini riferendomi le parole di Rossi – ha detto Pagni – i soggetti coinvolti sarebbero pronti, ma mancherebbe ancora l'ok definitivo della Schlumberger».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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