Il Tirreno

Pontedera

i sospetti che hanno mosso gli inquirenti

Negli ultimi anni ha denunciato 4 volte il furto della carta d’identità

Negli ultimi anni ha denunciato 4 volte il furto della carta d’identità

PONSACCO. Le indagini sul marocchino arrestato a Ponsacco vanno avanti per cercare ulteriori contatti del giovane con esponenti del fondamentalismo islamico che diffondono i principi del martirio e...

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PONSACCO. Le indagini sul marocchino arrestato a Ponsacco vanno avanti per cercare ulteriori contatti del giovane con esponenti del fondamentalismo islamico che diffondono i principi del martirio e della guerra santa islamica con la finalità di fare nuovi proseliti.

Per raccogliere quelli che la Procura di Firenze ritiene gravi indizi di colpevolezza dell’arrestato la Digos di Pisa ha seguito per mesi le abitudini e gli spostamenti del giovane molto legato al fratello minore ma dal quale si differenzia nettamente per abitudini e anche per il modo di considerare il mondo occidentale. Se Jalal usa Facebook solo per consultare profili di comunità virtuali di cultura musulmana, il fratello invece visita i siti sportivi, di tifosi e comunque che lasciano intravedere - fa presente l’accusa - la curiosità di un ragazzo che vive in Italia secondo mode e interessi di questo paese.

L’arrestato invece è concentrato solo alla diffusione del credo islamico, a cui lo ha avvicinato il nonno, insieme agli studi in una scuola islamica.

Il voler entrare in contatto con esponenti di questo mondo estremista avrebbe spinto il giovane marocchino, impegnato a cercare persone vocate a svolgere attività terroristica, ad andare in Turchia, a Istanbul, dove Jalal si è recato appunto nel dicembre 2014. Dopo aver pubblicato su Facebook una foto che lo ritrae a Instanbul, il giovane si è recato, nel marzo scorso, dai carabinieri di Ponsacco per denunciare il furto della sua carta di identità. E lo aveva già fatto anche nel 2012, nel 2010 e nel 2006. Forse un altro modo per depistare, qualora il suo documento fosse finito nelle mani della polizia.

Esattamente come avrebbe fatto criptando le comunicazioni on line e usando poco il cellulare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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