Italia
Bimbo morto, scattano i sequestri
Il pm vuole acquisire il libretto pediatrico e la cartella clinica della gravidanza della madre di Vicopisano
VICOPISANO. Va avanti l'inchiesta aperta dalla Procura di Pisa e affidata al sostituto procuratore Paola Rizzo per fare luce sulla cause della morte del piccolo Giosuè, trovato morto dalla madre nella sua culla a circa 5 mesi di vita. Una tragedia che ha sconvolto la famiglia Favilla che avita in via Lante a Vicopisano ormai da tre anni e che aveva cercato a lungo un secondo figlio, dopo la prima bambina che ha tre anni e mezzo. Giosuè era nato insieme ad una gemella all'inizio di febbraio. Era regolarmente seguito dal pediatra e apparentemente non aveva problemi di salute.
Al momento, il fascicolo aperto della Procura non prevede indagati ed è stato iscritto contro ignoti. Sulla salma del bambino sono stati effettuati l'autopsia ed altri accertamenti medico-legali, disposti dalla Procura per arrivare a capire le cause della tragedia. Tutto fa pensare che si tratta di una morte improvvisa che può accadere nell'età neonatale. Ma l'autorità giudiziaria non esclude che vi possano essere responsabilità e quindi per avere il quadro più completo possibile sta svolgendo tutta una serie di accertamenti. I carabinieri, sempre su richiesta del pubblico ministero, sequestreranno il libretto pediatrico e la cartella clinica della gravidanza della mamma del piccolo Giosuè, che era seguita da un medico di Barga.
La Procura, quindi, non ha al momento iscritto persone nel registro degli indagati, contrariamente ad una voce che si era diffusa il giorno successivo alla tragedia. Saranno determinanti gli esami diagnostici legati all'autopsia i cui risultati si conosceranno tra alcune settimane.
La donna , nel momenti della disperazione dopo che aveva trovato il neonato morto accanto alla gemella, aveva raccontato che il bambino fin dalla nascita non aveva mai dato particolari problemi. La notte del dramma la donna si era svegliata alle 3,30 e aveva allattato i gemellini, dopo li aveva addormentati e riportati nella loro culla dove sono rimasti, senza piangere per chiedere altro latte, fino al pomeriggio successivo poco prima delle quattro. È stato intorno a quell’ora che la mamma, quando si è recata nella stanza dove dormivano i gemelli, un locale ricavato su un soppalco con un lucernaio, si era resa conto che il figlio non dava segni di vita. La donna aveva provato a prenderlo in braccio, poi a telefonare al 118, ma il suo telefono non prendeva campo. Allora disperata e con il cuore in gola era corsa a chiedere aiuto ai vicini di casa che avevano chiamato il 118. (s.c.)
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