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Pontedera

Sconcerto nel palazzo comunale

Sconcerto nel palazzo comunale

L’assessore Iacoponi: «Stento a crederci, sono perfettamente integrati»

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PONSACCO. I primi a preoccuparsi e a cercare di capire chi era il giovane arrestato dalla polizia per istigazione alla commissione di più delitti di terrorismo, come stragi, attentati e danneggiamenti aggravati, sono stati gli amministratori comunali. Poi, a metà mattinata, la conferma che a finire in carcere era proprio un giovane, Jalal, nato in Marocco il 5 settembre 1990, residente da molti anni insieme alla sua famiglia in una casa popolare di via Quasimodo.

«Stento a crederci – è il primo commento dell’assessore al sociale Tamara Iacoponi –. Conosco molto bene il padre, un grande lavoratore, si è sempre impegnato al massimo per i figli e la famiglia. Il padre abita da noi da tantissimo tempo, almeno da trent’anni, ha pure la cittadinanza italiana. Recentemente era venuto a parlarmi dei suoi due figli maschi, chiedeva un aiuto o anche un consiglio per trovare loro un lavoro. Come famiglia non hanno mai dato un problema. Sono perfettamente integrati. Certe notizie non possono che lasciarci senza parole». L’assessore mette in fila i ricordi per capire se emerge anche solo un dettaglio che possa essere considerato, alla luce di quello che è emerso, come un segnale di allarme. «Davvero non so cosa pensare – aggiunge – a quanto mi ha detto il padre questi ragazzi, i due figli maschi, vanno anche a dare una mano in un’associazione del paese, credo aiutassero il circolo Acli. Siamo rimasti senza parole».(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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