Sicurezza
«Possiamo solo parlar bene di tutti»
«Conosciamo la famiglia El Hanaoui da quando siamo venuti tutti ad abitare ai Poggini, nove anni fa: possiamo solo parlar bene di tutti». Al primo piano del palazzo, al numero civico 51 del complesso...
«Conosciamo la famiglia El Hanaoui da quando siamo venuti tutti ad abitare ai Poggini, nove anni fa: possiamo solo parlar bene di tutti». Al primo piano del palazzo, al numero civico 51 del complesso popolare dei Poggini abitano i signori Belcari.
Carla e Romano (quest’ultimo nella foto) sono marito e moglie, 78 anni lui e 73 lei. «Jalal salutava sempre, come del resto tutta la sua famiglia: ognuno si faceva i fatti suoi, ma non abbiamo mai visto cose strane in questi anni. In famiglia c’è anche un’altra figlia, la maggiore, sposata da circa tre anni, che non abita più qui», raccontano. Loro abitano proprio sotto all’appartamento degli El Hanaoui.
«Quando c’è stato il blitz delle forze dell’ordine non abbiamo sentito niente, nessun rumore, movimenti strani, porte che sbattevano: proprio nulla».
La notizia dell’arresto di quel ragazzo che praticamente hanno visto adolescente e poi uomo, li sconvolge e li sorprende. «Addirittura terrorismo internazionale, ma scherzano?», si guardano tra loro Carla e Romano, quasi ad interrogarsi rispetto a un’accusa tanto grande che esula da una vita ordinaria, fatta di semplicità, lavoro e vita in famiglia. «Il padre è un gran lavoratore e la madre è casalinga», continuano. Sono proprio i signori Belcari a sottolineare che la mamma non manca di indossare quotidianamente il velo e abiti caratteristici della religione islamica. Il padre e i figli, invece, vestono all’occidentale.
«Ultimamente Jalal si era fatto crescere un pochino di barba, ma nulla di più», aggiunge Romano Belcari, ex mobiliere della città di Ponsacco.
Praticamente in casa della famiglia El Hanaoui abitano i genitori, i due figli, Jalal, arrestato, e il fratello più giovane, Hamza, e un nipote. L’altra figlia, sposata qualche anno fa, abita da un’altra parte.
«La figlia da quando si è sposata ha cominciato a portare il velo, come la mamma», aggiungono dettagli.
Nel palazzo tutti sanno. Sono le undici del mattino e la visita delle forze dell’ordine non ha mancato di farsi notare. «Abbiamo visto alcuni mezzi della polizia di primo mattino venire a prelevare il ragazzo, abbiamo poi saputo i motivi, ci sembra così strano: è veramente brava gente», chiudono dal palazzo.(f.s.)
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