Il Tirreno

Pontedera

Dal Centro Valdera un monito: «Vogliamo solo pace e fratellanza»

di Andreas Quirici
Dal Centro Valdera un monito: «Vogliamo solo pace e fratellanza»

Parla Mourad Azizi, responsabile della frequentatissima sede musulmana di preghiera che ha sede a Fornacette

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CALCINAIA. «Il fanatismo nella religione è sbagliato come in ogni ambito della società civile. Dobbiamo combatterlo tutti insieme».

Mourad Azizi non conosce il venticinquenne marocchino arrestato per istigazione alla Jihad. Ma non ha dubbi su cosa bisogna fare per provare a debellare queste situazioni: «Cominciare a insegnare ai ragazzi che qualsiasi insegnamento religioso, così come ogni credo politico va preso nella giusta maniera e soprattutto presenvando la pace e il rispetto degli altri».

Il responsabile del Centro culturale islamico Valdera con sede a Fornacette non ha mai neppure sentito parlare delle pagine Facebook finite nel mirino degli inquirenti. «Non mi piace molto il mondo dei social network – dice –. Ma la Rete va usata come tutto il resto, con giudizio». Di una cosa, però, Azizi è sicuro: «La mia religione sta vivendo un periodo particolare. Basta un episodio di questo tipo per essere chiamati dai giornalisti che ti chiedono un parere in merito. Fa notizia, lo capisco, ma l'Islam, come tutte le religioni, insegna la pace e la fratellanza. Non la guerra e l'odio. Chi semina la divisione fra i popoli distorcendo i messaggi dell'Islam fa male alla nostra religione. Ma non è diverso, per esempio, dell'attività delle Brigate Rosse che, negli anni Settanta, facevano un danno alla sinistra a cui dicevano di appartenere. Tutti gli estremismi sono negativi e vanno combattuti».

Il Centro islamico di Fornacette si trova in un capannone in una zona mista tra fabbriche e abitazioni. È frequentato da una cinquantina di persone che diventano anche cento durante le giornate di preghiera. Ma nel Centro Valdera non si prega e basta. I responsabili portano avanti varie attività come l'insegnamento della lingua araba, il sostegno a bambini con difficoltà d'inserimento nella società italiana ed eventi mirati a far conoscere l'Islam e la sua religione. «D'altra parte la gente ha paura di noi – riprende Mourad Azizi – perché tutte queste vicende che riguardano la Jihad e la diffusione dei fanatismi religiosi stanno creando un'immagine di chi segue il Corano estremamente sbagliata. Però si tratta di un contesto in cui si odia o si ha paura senza conoscere praticamente nulla degli altri. Per questo cerchiamo di farci conoscere il più possibile e di comunicare ciò che facciamo praticamente ogni giorno. Abbiamo rapporti con il mondo istituzionale e delle associazioni del territorio in cui agiamo e siamo nati ormai nel 1999 portando avanti un percorso di crescita e di inclusione. Con l'obiettivo di abbattare i muri che si stanno alzando tra i popoli, anche in Valdera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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