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Studente annegato nel lago imprenditore a processo

Studente annegato nel lago imprenditore a processo

Il titolare della Donati Laterizi e patron del Ponsacco accusato di omicidio colposo Le contestazioni della Procura: non aver recintato l’area né segnalato i pericoli

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VICOPISANO. Un rinvio a giudizio per omicidio colposo a distanza di due anni dalla tragedia in cui perse la vita Andrea Paolino, studente 15enne di Caprona, annegato in uno dei due laghetti di Campo a San Giuliano Terme.

Lo ha disposto il gup del Tribunale accogliendo la richiesta del pubblico ministero, Paola Rizzo nei confronti dell'imprenditore Massimo Donati, di Tirrenia, titolare dell'azienda di famiglia Donati Laterizi Srl, proprietaria dell'area, nonché stimato e conosciuto personaggio del mondo sportivo pisano e attuale presidente del Ponsacco in serie D.

L'accusa. Quella che viene contestata all'imprenditore è una responsabilità oggettiva per non aver assicurato un'adeguata protezione della zona, né aver messo in atto recinzioni tali da impedire l'accesso al laghetto dove lo studente trovò la morte. Sul perimetro del lago c'erano vecchi cartelli con i quali veniva indicata sia la proprietà privata del luogo, sia il divieto di accesso che di balneazione. Accorgimenti ritenuti insufficienti da Procura e gup, sulla scorta delle indagini svolte di carabinieri, a garantire la sicurezza di un ambiente che da anni veniva utilizzato come spiaggia alternativa al mare dai ragazzi del posto.

La tragedia. Era il pomeriggio di mercoledì 19 giugno 2013 quando Andrea Paolino, in compagnia di una decina di amici, arriva ai laghetti di Campo. Dopo aver mangiato qualche snack e bevuto, la comitiva decide di fare un bagno. Sono circa la 18,30. L'obiettivo è arrivare all'isolotto che si staglia al centro dello specchio d'acqua. Andrea, studente all'alberghiero Matteotti, ha giocato a calcio. È uno sportivo. Ma non sa nuotare bene. Tuttavia, non vuole essere da meno degli amici che con qualche bracciata hanno raggiunto l'isolotto e decide di tuffarsi. L'acqua è fredda e il fondale è subito profondo. Dopo una decina di metri le forze si riducono. Capisce che non ce la farà mai ad arrivare sullo sponde della piccola isola e allora prova a tornare indietro. È in quel momento che viene sopraffatto da stanchezza e panico e in pochi secondi sparisce davanti agli occhi degli amici. I sommozzatori dei vigili del fuoco recuperano il corpo a 5 metri di profondità.

L’azienda. Colpiti dalla tragedia, dalla Donati Laterizi Srl il giorno dell'annegamento spiegarono: «Certo, è un luogo aperto e chiunque può entrare. Ma ci sono i cartelli che vietano l'accesso. Più che avvisare dei pericoli cosa dobbiamo fare?». Il processo servirà a stabilire se la proprietà dell'area può essere ritenuta responsabile della morte dello studente entrato per fare il bagno in un luogo privato ma aperto a tutti. Prima udienza a settembre. Lo zio e i genitori di Andrea, Paolo Paolino e Barbara Rofi si sono costituiti parte civile.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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