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«Non si torna indietro sui tagli»

«Non si torna indietro sui tagli»

La Città del Teatro incasserà un maggior contributo ministeriale ma non cambia idea sulle scelte gestionali

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CASCINA. Cresce il contributo ministeriale per il teatro di Cascina. Venerdì pomeriggio sono stati determinati i finanziamenti nazionali per i “centri di produzione” e la Città del Teatro è risultata una delle strutture con l'aumento più alto: l'ex Politeama è passato dai 211mila euro di contributo 2014 ai 358mila euro assegnati per il 2015.

«Si tratta di un risultato molto positivo – spiega il presidente, Michelangelo Betti –. Di certo questo aumento fa piazza pulita di tutte le accuse di incompetenza e cattiva gestione che abbiamo subìto in questi mesi: è un riconoscimento alla qualità del lavoro del nostro teatro e al progetto artistico della direttrice Donatella Diamanti. Con la nuova legge il 2015 rappresenta l'anno zero, il punto da cui partire. È proprio per questo che non c'era niente di scontato. Il quadro delle attività previste e il quello economico presentato, per cui non posso non ringraziare il direttore amministrativo Giorgio Sanfilippo, hanno convinto la commissione ministeriale. Ora dobbiamo proseguire nell'attività in coerenza con il progetto».

Risultato positivo, ma, da solo, non determinante per il bilancio del teatro.

«Siamo di fronte a una crescita di circa il 70%, ovvero di 147mila euro, ma negli ultimi anni la trasformazione delle Province ha portato alla cancellazione dei contributi erogati da quegli enti. Il Comune di San Giuliano Terme ha preferito andare alla gestione diretta del proprio teatro e l'azzeramento di queste due voci ha prodotto una riduzione di oltre 200mila euro annui di contributi. Lo sappiamo, in questi anni le partite non sono mai semplici. Ne siamo coscienti e abbiamo lavorato con serietà, infatti il bilancio 2014 si è chiuso in pareggio».

Intanto, dai Cobas, informati dell’entità del contributo, è già arrivata la richiesta di ritiro del piano di revisione della spesa.

«E abbiamo già risposto di no. Il fatto che un contributo aumenti non significa che i sindacati abbiano la priorità sulla sua destinazione di spesa, peraltro dopo la chiusura del confronto. Il contributo ministeriale cresce in maniera significativa, ma è solo una delle voci del bilancio ed è erogato per le attività teatrali. Deve essere chiaro: lavoriamo per un teatro sano che utilizzi i soldi pubblici in maniera accorta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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