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Convivenza difficile, scatta la protesta anti-stranieri

Convivenza difficile, scatta la protesta anti-stranieri

Manifestazione e raccolta di firme organizzata da “Riprendiamoci Castelfranco” «Non è razzismo ma esasperazione per il mancato rispetto delle regole civili»

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Come annunciato nei giorni scorsi, i membri del gruppo apolitico “Riprendiamoci Castelfranco” si sono riuniti ieri mattina davanti al municipio per manifestare il dissenso per il cattivo stato del paese e la mancanza di integrazione con i cittadini stranieri, situazioni che nel corso degli ultimi anni non hanno fatto che peggiorare fino a rendere il centro storico difficile da vivere.

Per questo hanno deciso di scendere in piazza e di “metterci la faccia”, raccogliendo le firme di tutti coloro che vorranno essere informati sulle future iniziative. A parlare sono i portavoce del gruppo, che è nato grazie ai social network. È su Face book che le lamentele di molti abitanti di Castelfranco hanno trovato una valvola di sfogo. «Non dobbiamo lamentarci uno alla volta, con segnalazioni solitarie che lasciano il tempo che trovano - dice Claudia Michelini, una portavoce che ha organizzato l’evento - Possiamo dimostrare che le nostre esigenze sono reali solo se ci riuniamo e non rimaniamo chiusi nelle nostre stanze». Cinzia Catastini è una mamma che soffre la situazione critica del paese, soprattutto per quanto riguarda gli aiuti economici del sociale: «Le agevolazioni vengono concesse sempre alle solite persone, perché si basano sull’indice Isee. La realtà, però, è che ci sono disagi anche fra i cittadini italiani, non possono essere sempre i soliti noti a pagare tutto. All’asilo dove si reca mia figlia ci sono troppi bambini extracomunitari che non parlano italiano e che non vengono integrati, anche per colpa dei genitori che non partecipano alle riunioni. Il nostro messaggio, non vuole assolutamente essere di stampo razzista. Vogliamo solo chiedere una soluzione che possa coniugare le esigenze dei cittadini italiani con quelli stranieri, perché il rispetto deve essere reciproco». Maurizio Tumminaro racconta il malessere del centro «ormai diventato difficile da gestire. Non riconosco più le strade in cui giocavo da bambino. Tutti i castelfranchesi se ne sono andati e la mancanza di un controllo accurato ha permesso che il paese venisse abbandonato. Forse non siamo preparati a fronteggiare un’immigrazione così vasta, per questo chiediamo una regolamentazione».

Qualcuno arriva anche dai paesi limitrofi, come Flavio Baldi - capogruppo dell’opposizione a Santa Croce Sull’Arno - che condivide l’iniziativa: «I problemi dei due comuni sono molto simili, così come gli errori delle amministrazioni nella gestione dei problemi connessi all’immigrazione. La sensazione è che si usino due pesi e due misure per italiani e stranieri e che questi ultimi godano di diversi privilegi». Non manca nemmeno il parroco di Castelfranco, don Ernesto Testi, molto attento alle problematiche del paese sin dal suo insediamento: «Credo che si debba trovare un modo di convivere insieme in modo pacifico. In tutte le piazze dove ci si può ritrovare c’è confusione fino alle prime ore del mattino, oltre a sporcizia e incuria generale. Vivere insieme in modo civile significa rispettarsi gli uni con gli altri, senza sporcare o deturpare i beni pubblici».

Il riferimento è anche alle problematiche dell’Orto di San Matteo, dove i residenti si lamentano da anni per i colpi di pallone di un gruppo di adolescenti e per gli atti vandalici che impediscono di usufruire liberamente di questo spazio di verde pubblico. «Proprio l’altro ieri sono state installate le fioriere e la situazione è parzialmente migliorata - conclude Don Ernesto - La speranza è che duri nel tempo e non sia una soluzione momentanea».

Elena Battaglia

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