Sicurezza
Andrea e Adelaide all’altare con l’incubo di perdere il lavoro
VOLTERRA. «Niente potrà buttare la nostra vita insieme, il nostro futuro». Era il 29 aprile e Adelaide Nardi scriveva così sulla sua pagina Facebook. Due giorni prima l'amministratore delegato della...
VOLTERRA. «Niente potrà buttare la nostra vita insieme, il nostro futuro». Era il 29 aprile e Adelaide Nardi scriveva così sulla sua pagina Facebook. Due giorni prima l'amministratore delegato della Smith Bits, Giuseppe Muzzi, aveva comunicato ai dipendenti l'intenzione di voler chiudere la fabbrica, dando il via a una vertenza da incubo per 193 famiglie della Valdicecina. Fra queste anche quella che Adelaide ha sempre sognato di avere e che ha deciso di costruire con Andrea Marmelli, uno dei lavoratori dello stabilimento di scalpelli per perforazioni petrolifere.
Una storia, la loro, che non si fermerà con lo spettro della cassa integrazione e l'incubo di dover cercare un altro lavoro in una zona dove di lavoro non ce n'è. «Il 12 settembre ci sposeremo a Saline e poi andremo in viaggio di nozze in Thailandia – dice il tornitore di 30 anni –. Perché ai nostri sogni non ci rinunciamo».
I due si conoscono da un anno e otto mesi. Lui è nato e cresciuto a Saline. Lei è una venticinquenne di origine siciliana arrivata in Toscana quando di anni ne aveva 13, senza un lavoro fisso. Andrea ha chiesto la mano di Adelaide il 20 settembre scorso, nel giorno del compleanno della ragazza. «Le nostre famiglie erano riunite a cena per la prima volta – ricorda Marmelli –. Avevo comprato l'anello e glielo volevo dare dopo aver mangiato, davanti a tutti. Adelaide, però, si era accorta che c'era qualcosa nell'aria ed era impaziente. Così l'ho portata in camerina dove c'erano le lasagne a raffreddare. Mi sono inginocchiato in mezzo ai vassoi e le ho chiesto di sposarmi».
Una storia tenera e piena d'amore, indurita di colpo il 27 aprile. «La mattina siamo andati a firmare il contratto per la casa – dice la giovane – e il pomeriggio è arrivata la notizia della chiusura della fabbrica». Da allora Andrea è stato fra quelli che si sono esposti maggiormente, partecipando in prima linea alle proteste. E Adelaide è sempre stata al suo fianco. «Il risultato è di non essere rientrato nei 78 che continueranno a lavorare, malgrado sia un addetto ai Big Bits. So che dovrò cercarmi un altro lavoro fra poco», sottolinea il trentenne. «Eppure Andrea ha difeso solo il suo diritto ad avere uno stipendio e quello di un territorio a non dover morire», prosegue Adelaide. «E dire che questa zona era chiamata la conca d'oro, con aziende forti e tanti posti di lavoro», dice Andrea. «Mi sentivo fortunato. Ora però sta alla politica trovare soluzioni, perché Schlumberger ha già detto di volersene andare. La politica, a parte il sindaco Marco Buselli, finora mi ha solo deluso». Comunque, Andrea e Adelaide hanno le idee chiare: «Nessuno dall'America ci potrà dire di andarcene da qui dove vogliamo far crescere i nostri figli».
Andreas Quirici
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