Il Tirreno

Pontedera

associazione culturale

In Valdera l’Industria delle idee

La presidente Ceccarelli: «Vogliamo valorizzare edifici dismessi»

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PONTEDERA. Si chiama "Industria delle idee" ed è una nuova associazione culturale senza scopo di lucro fondata con lo scopo di valorizzare il territorio attraverso convegni, dibattiti, conferenze, concorsi, premi, corsi di aggiornamento e perfezionamento professionale.

Sette le persone che l'hanno fondata: Chiara Ceccarelli, presidente, architetto libero professionista; Giuseppe Stefanelli, vicepresidente, pensionato, attivo nel comitato di gestione Museo della civiltà contadina di Montefoscoli e nel Vespa Club di Pontedera; Simonetta Boldrini, tesoriere e consigliere, architetto libero professionista; Andrea Fiore, consigliere, impiegato nel settore edile, attivo nel Vespa Club di Pontedera e proprietario di una ditta di noleggio di Vespe d'epoca; Michele Quirici, consigliere, editore, titolare della casa editrice Tagete; Valentina Filidei, consigliere, editore, titolare della casa editrice Tagete; Maurizio Paganucci, consigliere, architetto impiegato nel settore dell'arredamento.

«Al momento - spiega la presidente Chiara Ceccarelli - gli sforzi organizzativi dell'associazione sono indirizzati per lo più a organizzare eventi e manifestazioni in edifici e aree dismesse, sia pure in buone condizioni di conservazione. L'obiettivo è promuovere un possibile riuso di questi spazi, in modo da valorizzare la storia e le peculiarità del territorio, dimostrando che ciò può essere fatto anche in uno scenario non convenzionale, magari in uno spazio abbandonato o inutilizzato che, complice un po' d'immaginazione e d’impegno, può trovare una nuova vita».

L'associazione “Industria delle idee” ha già individuato diversi fabbricati nei comuni di Pontedera, Palaia e Santa Maria a Monte che potrebbero essere utilizzati per organizzazione eventi.

«Per alcuni di questi edifici - prosegue l'architetto Ceccarelli - è stato avviato un dialogo con le amministrazioni comunali. Abbiamo notato grande interesse da parte degli enti pubblici, tanto che ad alcune iniziative è già stato dato il via».

I fondatori dell'associazione “Industria delle idee” si riconoscono in una corrente di pensiero che è chiamata "Zeropiù” e secondo cui il recupero degli edifici abbandonati o dismessi non passa necessariamente dalla loro demolizione, ma da un riutilizzo.

«Puntiamo a un recupero a chilometri zero - sottolinea Ceccarelli - fatto in economia, con poche spese, da un gruppo di volontari che nel futuro di questi luoghi credono e sono disposti a investirci tempo e ingegno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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