Il Tirreno

Pontedera

Il bimbo denutrito era senza pediatra Asl

di Pietro Barghigiani
Il bimbo denutrito era senza pediatra Asl

Il piccolo sta bene, le terapie attuate al Meyer cominciano a funzionare: sotto osservazione i danni al sistema nervoso

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. «I rimorsi ci sono, ma ora dobbiamo fare di tutto per risolvere questo problema». Sono collaborativi con i medici e non si staccano dal loro bimbo, i genitori del piccolo di 11 mesi ricoverato al Meyer di Firenze per denutrizione e con un grave quadro clinico di regressione neurologica. La causa? Un'alimentazione impostata su una dieta vegana seguita in modo integrale dalla coppia. Entrambi, residenti in un Comune nelle vicinanze di Pontedera, sono indagati per maltrattamenti in famiglia. Un atto dovuto per consentire ai due di nominare legali e consulenti in caso di accertamenti tecnici irripetibili.

L'inchiesta. Non è in discussione l'attenzione prestata al loro unico figlio. A finire sotto inchiesta, titolare del fascicolo il sostituto procuratore Flavia Alemi, sono gli effetti sanitari di una dieta talmente selettiva da privare il bimbo nei primi mesi di vita, ma anche durante la gravidanza, di alimenti fondamentali per la sua formazione fisica e neurologica. La mancanza della vitamina B12, di cui risulta carente anche la mamma, è uno degli aspetti che ha portato all'indebolimento del piccolo.Dopo il primo malore il piccino era stato portato al pronto soccorso di Pontedera. Si era in parte ripreso quando il 27 giugno ha avuto un altro aggravamento. E così è stata decisa la corsa a Cisanello.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.11717225:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/07/03/news/bambino-denutrito-terapia-a-base-di-vitamine-e-pappe-semisolide-1.11717225]]

Regressione neurologica. Giovanni Federico, docente di pediatria all'Università di Pisa e responsabile di Diabetologia pediatrica all'ospedale Cisanello, spiega: «La malnutrizione era dovuta all'alimentazione vegana. All'inizio la mamma non credeva che il problema del figlio nascesse dal cibo. Poi marito e moglie si sono dimostrati più disponibili accettando di far somministrare al bimbo omogeneizzati di carne e pesce. Da quello che abbiamo capito sappiamo che stato un pediatra, ma non quello curante, a consigliare i genitori a rivolgersi all'ospedale».

Più che uno stato evidente di deperimento fisico, il bimbo si era come bloccato a livello di sviluppo neurologico. Anzi, per certi aspetti era persino regredito nelle funzioni neuromotorie. "Non riusciva a stare seduto, a gattonare o anche a restare in piedi" sottolinea il professor Federico.

Niente pediatra. Del caso si sta occupando la squadra mobile con la dottoressa Rita Sverdigliozzi. È stato accertato che il bimbo non aveva un pediatra dell'Asl. Sono in corso verifiche per chiarire se venisse seguito da un professionista privato. E, in caso affermativo, il medico dovrebbe chiarire come non si sia accorto di quello che succedeva a un bimbo ridotto in quelle condizioni. Al momento, al di là dell'avviso di garanzia per maltrattamenti, non ci sono provvedimenti nei confronti dei genitori né da parte della Procura ordinaria, né da quella per i minorenni di Firenze. Finché il piccolo è in un lettino del Meyer gli inquirenti non vogliono arrivare a conclusioni affrettate. Valutazioni sulla patria potestà e altre misure verso la coppia saranno esaminate più avanti, anche d'intesa con i servizi sociali della Società della salute della Valdera che stanno seguendo il caso e hanno già inviato una relazione agli investigatori.

Il bimbo. Il bambino sta bene e le terapie cominciano a funzionare. Si trova nel reparto di malattie metaboliche e viene sottoposto a una cura a base di vitamina B12 seguita da una dieta composta da pappe semisolide. La degenza sarà lunga. Lo hanno ribadito i medici a familiari e forze dell'ordine. E, soprattutto, al di là del superamento della fase acuta che ha portato al ricovero, quello che preoccupa tutti è il futuro neurologico del piccino.

«È prematuro fare ipotesi - chiarisce il professor Federico -. Il sistema nervoso di un bimbo di quell'età è in continua evoluzione. Vedremo quanto riuscirà a recuperare. Verso i 3-4 anni di vita sarà possibile capire se ci sono stati danni permanenti. Da quello che so, comunque, le cose stanno procedendo al meglio. Quando sarà dimesso mi auguro proprio che non gli facciano più seguire una dieta vegana. Di per sé non è negativa, ma a quell'età servono integratori che in questo caso non ci sono stati».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa