Sicurezza
La Smith inizia a svuotarsi di personale e macchinari
Saline di Volterra, ridotta già di un terzo la pattuglia degli addetti ai trattamenti termici. Il rischio è quello di far diminuire l’appeal della fabbrica al cospetto di Eni ed Enel
VOLTERRA. Cominciano a saltare i primi pezzi di personale dopo il rientro in fabbrica di venerdì scorso. Gli addetti ai trattamenti termici di Smith Bits, inizialmente in 15, sono diventati 10, suddivisi nelle solite cinque squadre che garantiscono la produzione 24 ore. Ma questo sembra sia solo l’inizio di una riduzione che porterà i 109 lavoratori rientrati una settimana fa a diventare 78 dal 25 luglio in poi, giorno in cui la contrattazione per lo pseudo piano industriale dovrebbe concludersi. In quest’ottica, il rischio è che l’azienda voglia svuotare la fabbrica non solo delle persone, ma anche di macchinari e servizi. «E quello sarebbe l’inizio dell’agonia per il nostro stabilimento che diventerebbe difficile anche da proporre ad altre realtà», spiega Andrea Pagni, membro della Rsu, riferendosi alla prospettiva di accordo tra Eni, Enel e Schlumberger per far confluire a Saline commesse di manutenzione, logistica e meccanica. Uno scenario negativo per il quale è preoccupato anche Claudio Garzotto, segretario provinciale di Fim Cisl: «L’azienda non ha dato certezze sulla tenuta di un piano industriale di lunga durata, mentre sembra più interessata a incentivare le uscite dei dipendenti. Il rischio è che si mettano fuori gioco tecnologie, impianti e professionalità acquisiti negli anni. E questo sarebbe un macigno anche per l’eventuale nuova società, che farebbe capo a Smith, frutto del tavolo ministeriale con i colossi dell’energia e voluto dal presidente della Regione Enrico Rossi».
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Il riferimento dei due sindacalisti è allo spettro di cui ha parlato a Roma l’amministratore delegato, Giuseppe Muzzi, che riguarda il taglio dei servizi, come confermato dallo stesso Pagni: «Muzzi non ha solo detto che intende chiudere le linee e quindi tagliare personale. Ha spiegato anche di voler ridurre i costi attraverso i servizi. A oggi non sappiamo quali, ma ci potrebbero essere ripercussioni per settori come, tra gli altri, il magazzino, il controllo qualità e l’attrezzeria. E questo si unirebbe al rischio di vedere il cellophane sui macchinari delle linee che verranno chiuse. Uno scenario che sarebbe da considerare estremamente negativo per il futuro della nostra azienda». Smith Bits diventerebbe una fabbrica vuota con pochi macchinari in funzione e con poco appeal per realtà come Eni ed Enel che sono chiamate, invece, a riempire di commesse lo stabilimento di Saline di Volterra, dando così lavoro al personale che non rientra più nei piani produttivi della multinazionale.
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