Sicurezza
Bimbo denutrito, indagati i genitori
Gli imponevano già ad undici mesi un’alimentazione vegana
PONTEDERA. La pratica alimentare vegana dei genitori imposta a un bimbo di 11 mesi porta il piccolo al ricovero al Meyer e la coppia a finire sul registro degli indagati con l'ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia.
Non è una storia che nasce dal disagio sociale o da un'esistenza ai margini, quella di cui si sono occupati prima i medici dell'ospedale Lotti, poi quelli fiorentini e, infine, gli inquirenti di Procura e squadra mobile di Pisa. La famiglia (per la natura del caso e il minore coinvolto non indichiamo il Comune esatto) vive vicino a Pontedera. Più che il dolo c'è un'azzardata dieta alimentare che se per gli adulti può essere una libera scelta, per uno scricciolo di 11 mesi rischia di comprometterne la salute. Eventualità esclusa in tempo grazie al ricovero e alle cure dei sanitari che stanno facendo tutto il possibile per far tornare il bimbo a un peso compatibile con la sua età.
Le indagini. Il primo ricovero del bambino è del 27 giugno a Pontedera. Al Lotti i medici riscontrano una grave carenza di vitamine nell'organismo del piccolo e ne dispongono il trasferimento all'ospedale pediatrico fiorentino Meyer dove arriva in prognosi riservata. In parallelo segnalano l'anomalia di quel corpo gracile e indifeso al posto fisso di polizia che gira l'informativa alla questura. Prima ancora di aver visitato il bambino, i medici fiorentini si accorgono che il deperimento ha raggiunto livelli patologici. Chiedono ai genitori l'origine di un figlio ridotto pelle e ossa e si sentono rispondere che loro seguono in modo rigido la dieta vegana. Restrizioni ferree estese anche al bimbo. Incuranti delle conseguenze di una simile forma selettiva di alimentazione (escludere totalmente l'uso di prodotti animali e loro derivati), i due hanno privato il bimbo di una serie di prodotti essenziali nella sua fase di crescita. La grave carenza nutrizionale è arrivata al punto da impensierire pure gli artefici di quel deperimento lento e progressivo. Il risultato è la corsa in ospedale per affidarsi alle cure della medicina per contrastare gli effetti della dieta vegana imposta tout court per mesi al loro figlio.
Genitori indagati. Il quadro generale è stato sufficiente per far scattare una segnalazione alla Procura che ha incaricato la squadra mobile, sezione specializzata per i reati sui minori, di eseguire una serie di accertamenti sul contesto familiare. I genitori sono stati indagati per consentire a entrambi di nominare legali e consulenti. «Un atto dovuto - spiegano fonti investigative - anche per garantire loro la possibilità di difendersi affidandosi a propri consulenti di fiducia in caso di accertamenti tecnici irripetibili».
Quello che gli investigatori vogliono chiarire è se il pediatra di famiglia, ammesso che ne sia stato scelto uno e anche questo aspetto è oggetto di verifica, fosse a conoscenza delle condizioni del piccolo. Come veniva alimentato, se veniva visitato con cadenza periodica, se la mamma chiedeva consigli al medico sull'opportunità di farlo diventare vegano a pochi mesi di vita. Tutti interrogativi che puntano a fare luce sull'origine di una denutrizione che, dai primi riscontri, non pare essere figlia di una condizione di indigenza, quanto piuttosto di un "credo" alimentare spinto all'ortodossia con effetti nefasti per la salute.
Il bimbo. Da quando è stato ricoverato, il piccolo è in continuo miglioramento. Viene nutrito secondo i canoni tradizionali e non corre pericolo di vita. In ospedale riceve quello che non ha avuto in casa. Con i genitori al suo capezzale, indagati per averlo ridotto in quello stato.
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